—Della nostra felicità? la caccieremo!… posso aver rivali? nessun padre, nessun fratello… oh via, allora eran pazzie di giovinezza! e quei malcreati credevan veri i miei baci!… era un passatempo d'autunno!… sciocchi!…

—E ci ameremo tanto tanto!

—Ci adoreremo, Emma.

—Non ti pare, Arrigo mio, che il sorriso di questo bello stretto aggiunga gioia alla nostra contentezza?

—Sempre poetica la mia Emma! oh la fortunata coppia che sarà la nostra!… giovani, ricchi… possiamo desiderarla migliore?

—Arrigo!

—Emma!

Così parlavano il seduttor di Zelmira e l'unica figliuola del barone di Santa Marina. Teneramente abbracciati, questi giovani sposi si scambiavano sorrisi e promesse, e da quell'umile angolo della nave pregustavano le delizie e le feste del palazzo che li attendeva in Messina. La madre ritta a pochi passi da loro li contemplava in consolato silenzio, e benediceva dal cuore la fortuna toccata ad Emma sua; la quale di volta in volta piegava mollemente la leggiadra testolina verso la mamma e rispondeva con un sorriso tutto vergineo e pudico ai baci che questa le inviava ed ai saluti della mano. Era davvero una bella scena, ed Arrigo ne tripudiava: l'amore di Emma, l'affezione della baronessa madre, lo rapivano e gli erano augurio auspicato di felice avvenire! Oh chi sa leggere nel gran libro degli arcani? chi sa divinare il futuro? Arrigo ed Emma, beati d'amore, non sognavano che amore!

Il piroscafo oltrepassato il torrione del Faro, costeggiava la riva destra, e già stava per passar innanzi alle casupole peschereccie che si aggruppano numerose intorno alla Lanterna. Qualche tartana approdava allora appunto, e parecchi montanini fissavano dalle ripe con occhio curioso il postale del mattino. I passeggieri s'erano anch'essi raggruppati sul cassero e gettavano allegre occhiate sulla riva poco lontana; Arrigo anzi scorto fra le lunghe siepi di fichi il povero Curcoraggio l'additava coll'indice teso all'Emma ed un sorriso gelato gli sfiorava le labbra descrivendolo alla madre… lo sciagurato narrava con ischerno il corteggiamento di Zelmira, la passione ispiratale, le promesse fatte e tradite, l'improvviso abbandono, la sdegnosa accoglienza usata alle preghiere ed ai pianti!

—Era un passatempo d'autunno!… sciocchi!