—Anch'io, Polo, vi seguirò—interruppe Pericle.

—Anch'io—gridò Ciro.

—Anch'io, anch'io—esclamarono quattro fra gli ascoltatori, e tutti serrarono con giovanile baldanza le mani di Polo e Luchino. I quali commossi alle lagrime, baciarono con vero affetto quei gagliardi.

In quella il dottor Cipriano apparve.

—Signori—egli disse—paterna gioia mi commuove il petto ed in cuore provo contento grandissimo.

—Che è, che è?

—Finalmente… e dico finalmente, o colleghi, giacchè sino a ieri avversa gli fu la fortuna… finalmente le squisite facoltà dell'animo e della mente di un mio diletto figliuolo, vostro egregio amico, vennero riconosciute.

—Chi mai?—proruppero ad una sol voce Pericle e Ciro, ed i loro sguardi si rivolsero a Polo.

—Chi mai?!.., e debbo dirvelo?… Polo Brancato, mio adorato allievo, fu ieri accettato come primo candidato alla cattedra di filosofia…

—Io?!