—Oh sì, non facciamo ad ingannarci—interruppe Pericle—l'abbandono delle famiglie è pur straziante!
—Permetti, Polo—disse alla sua volta Luchino avanzandosi insieme con un giovane d'aspetto robusto—permetti che ti presenti Adolfo.
—Anche voi, Adolfo? V'aspettavo, siate il benvenuto.
—Il vostro esempio, Brancato, mi rinnovò ardire e coraggio. Stanotte salutai a Scicli lo zio ed ora eccomi seco voi. Spero bene che vorrete accettarmi compagno: sfideremo insieme la sorte, e se qualche alloro ci sarà dovuto insieme n'avremo tripudio.
—Alloro?… no, Adolfo. A noi poveri fanti d'esercito sterminato è unico compenso la gloria di combattere ed anche cadere per la gran bandiera della risurrezione. Ai soldati oscuri operatori d'ordini a loro ignoti è serbata la fossa… beate le loro spoglie se vi ponno riposare con pace! ai condottieri spetta il trionfo; ad essi dunque l'onore della vittoria e l'alloro!
Nessuno rispose alle melanconiche parole di Polo e però senz'altro calarono.
Raccolti nell'umile burchio che li aspettava, quegli otto giovani, prima di spiccarsi davvero dalla riva, gettarono d'istinto uno sguardo di saluto e commiato ai declivii ed ai colli. E negli occhi rivolti alle amate alture brillò improvvisa una lagrima, e su quelle fronti balde e rigogliose passò rapida a guisa di baleno la ricordanza delle gioie infantili, dei furori del primo amore, dei primi disinganni, delle disillusioni, della cresciuta esperienza, delle angoscie!
Al balcone della più vicina casa del paese apparve allora la bella figura d'una giovanetta. Vestiva l'abito nero in segno di lutto, e quel viso pallido e scolorato aggiugneva avvenenza all'aerea persona. Guardò giù lungo la costiera e ravvisata la barca alzò la destra sventolando il fazzoletto. Polo la scorse e al saluto rispose con un addio prolungato… povero giovine! la sua Eloisa era là, lo salutava, inviavagli col palmo della mano il bacio dell'augurio! non era uno strazio, per lui sì disperante del ritorno, quel saluto innamorato?
Adolfo fu muto e non supposto spettatore di quell'addio, guardò Eloisa, guardò Polo, ed un sorriso di fratellevole compiacenza gli spuntò schietto e sereno sulle labbra.
Finalmente il burchio, spinto da dieci remi, si staccò dalla sponda e prese il largo. E nel mentre la navicella ad ogni istante si faceva vieppiù indistinta e confusa, la giovinetta ritta nel vano del balcone teneva fisso lo sguardo sull'adorato Polo suo!… allorchè il burchio fu scomparso, Eloisa si ritrasse precipitosa e pianse!