—Tanto giovane, e tanto pervertito! esclamò il giudice, congiungendo ipocritamente le mani. Ma non sapete che terribile è la sorte che vi si prepara?

—Qualunque sia, io l'aspetto senza paura. Tremerete forse voi altri nel segnare la mia condanna; ma non io nell'affrontarla.

—Voi volete morire nell'impenitenza finale! Così disse il giudice crollando la testa; poi, dopo qualche momento di pausa, riprese:

—Dite dunque qual parte aveste nella rivolta.

—Voi siete il giudice, rispose Curzio. A voi spetta indagarlo.

—Da costui non caviamo nulla, disse Marini sottovoce al cancelliere; poi voltosi all'inquisito, e dimessa l'apparenza della bontà:

—Se continuate a questo modo, gli disse, lascerete la testa sul palco. Ve lo prometto.

Poi chiamò:—Petronio! E al carceriere che si presentò: Riconducetelo, disse, al suo carcere.

Il prigioniero si avviava col secondino, quando il giudice li richiamò indietro:

—Aspettate! Petronio, domani, che è un giorno dedicato a san Pietro, farete digiunare rigorosamente questo detenuto: ciò servirà al bene dell'anima sua.