—È trattenuto nella caserma dei gendarmi a mia disposizione: prima di farlo tradurre nelle Carceri Nove ho pensato bene d'interpellare l'eccellenza vostra.

—Ella ha fatto benissimo, signor giudice; il farlo rinchiudere nuovamente nelle Carceri Nove sarebbe stato un gravissimo errore.

—È quello che ho detto io medesimo, eccellenza, e per questo sono venuto ad avvertirla.

—Va bene; di questo affare me ne incarico io; vado anzi sul momento a consultarmi con Sua Eminenza il segretario di Stato. Quanto a lei, non se ne dia altro pensiero: il detenuto passi a mia disposizione, ed io penso al rimanente.

—Come comanda vostra eccellenza; sarà obbedita puntualmente.

E così dicendo, Marini s'inchinò per la centesima volta.

Il prelato suonò un campanello, e al servo che si presentò sulla porta, ordinò:

—La mia carrozza.

—Monsignore la riverisco, disse allora il processante, baciando la mano al prelato con un centunesimo inchino.

—La saluto, rispose seccamente monsignore.