Rinunzieremo a descrivere quegli strazj; quando il dolore è giunto a un certo punto, la penna e il pennello sono impotenti del pari a ritrarlo. Per questo il pittore greco coperse con un velo la testa sulla quale doveva essere impresso il colmo dell'angoscia.
Erano sopratutto i cuori di due donne, che sanguinavano atrocemente: la moglie di Monti e la madre di Tognetti.
L'avvocato Leoni, quel giovane generoso, che aveva con tanto coraggio perorato la causa dei due condannati; e che s'era trovato a un punto di salvarli entrambi, volle fino all'estremo compiere la sua missione.
Colla pietà del Cireneo nel cuore, si recò nella mattina seguente alla casa di quelle due donne, per dividere le loro lagrime, unico conforto che possa arrecarsi in quei supremi dolori.
Poi non volle limitarsi al sollievo del compianto, ma volle aggiungere un consiglio. Egli non aveva alcuna fede nella clemenza del papa, ma pure comprese che quelle poverette erano in diritto di tentare almeno di appigliarsi all'unica áncora di salvamento che restasse, e questa era appunto la grazia del pontefice.
Egli consigliò dunque a Lucia Monti di tentare ogni mezzo per poter presentarsi al pontefice.
Lucia scosse la testa in atto di sconforto.
Essa avea salite tante scale durante il processo, e aveva trovato il gelo in tanti cuori sacerdotali, che non poteva fondare nessuna speranza sulla compassione di un prete.
Pure ella sentì il dovere di tentare ogni estremo mezzo per la salvezza di suo marito, e si raccomandò all'avvocato, poichè era tanto buono con lei, che le trovasse egli il mezzo di penetrare nel recinto del Vaticano, sino ai piedi del papa.
Leoni disse che vi avrebbe subito pensato, con quella sollecitudine che richiedeva l'urgenza del caso, e sperava di ritornare con una buona novella.