—Io me ne appello piuttosto alla giustizia di Dio!…

Nella sera medesima, il cancelliere si presentava alle Carceri Nove per leggere la sentenza ai prigionieri. Si recò prima alla segreta di Giuseppe Monti, poi a quella di Gaetano Tognetti.

Monti ascoltò sino alla fine la lettura senza dar segno di commozione.
E quando fu finita, diede un solo grido:

—Poveri miei figliuoli!…

E gemendo si rovesciò sul suo coviglio di paglia.

Tognetti si diede a ridere rabbiosamente, poi disse al cancelliere:

—Direte a quei signori della Sacra Consulta, che auguro loro un buon sonno!

XXVI.

L'áncora di salvezza.

La sentenza della Sacra Consulta aveva portato un colpo terribile in seno a due famiglie.