Il presidente proclamò il risultato della votazione, esclamando trionfalmente:
—La pena di morte è pronunziata!
Il cancelliere stese la sentenza. Poi il presidente suonò il campanello.
Gli uscieri rientrarono; a un cenno del presidente introdussero il relatore, il procuratore fiscale e il difensore.
La sentenza, colla quale Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti venivano condannati alla pena di morte, fu letta ad alta voce dal cancelliere.
La seduta si sciolse.
Monsignor presidente prese a parte l'avvocato Leoni, ch'era rimasto come esterrefatto, e gli disse con ipocrita ironia:
—Mi rallegro con lei, signor avvocato; ha fatto una bella difesa. Ella è giovane, e le si prepara un bell'avvenire. Quanto a quei due infelici, io la consiglio a ricorrere per essi alla clemenza e pietà del Sommo Pontefice.
—Alla clemenza del papa! sclamò con fuoco l'avvocato Leoni; e più avrebbe detto, ma si trattenne.
Tacque alquanto; poi disse, indicando il crocifisso che dall'alto aveva assistito a quella scena: