—Lo giurate!

Poi sparì rapidamente fra il fogliame del boschetto.

XXVIII

Spionaggio.

L'avvocato sostenne la principessa che vacillava.

—Non si devono frapporre indugi, disse una voce a poca distanza da loro: la sentenza deve eseguirsi immediatamente.

—E se intervenisse la grazia sovrana? soggiunse un'altra voce.

—È impossibile! riprese la prima. In questo caso la grazia sarebbe abdicazione. Se quei due ribaldi non venissero decapitati, manderei all'aria il mio cappello rosso.

La principessa si volse; quegli che aveva pronunciate queste ultime parole era suo cognato, il cardinale Rizzi, ch'era sceso in giardino, passeggiando con monsignor Pagni.

Essa rabbrividì fino nelle ossa, si strinse al braccio dell'avvocato, e quasi trascinandolo, fece ritorno con esso alle sale del ballo.