Nel cuore del Papa si agitava una fiera tenzone. Lo abbiamo già detto, il cuore di Pio IX non è del tutto indurito. Sotto il lievito dell'egoismo e dell'indifferenza epicurea, accumulata da tanti anni di pontificato, serba ancora una fibra sensibile: e questa fu scossa dal pianto e dalle preci di quella meschina.
Egli si sarebbe adunque piegato a far la grazia ai condannati; ma appena vi poneva il pensiero, gli si presentavano nello stesso tempo i fantasmi dei gesuiti, e degli zuavi, e di Antonelli, e dei cardinali arrabbiati, che l'impaurivano, e sgridavano, e lo distoglievano dall'idea della clemenza, come da una debolezza imperdonabile e fatale.
Ma i muti singulti di Lucia, più eloquenti delle sue parole, a poco a poco finivano di vincere il cuore dei vecchio. Egli si alzò di subito: si avvicinò al tavolo, vi trovò la carta, e la penna, che poco prima gli aveva presentato il cardinale Baldoni. Intinse la penna, e scrisse una linea sulla carta.
In quel momento entrò un camerario, ad annunziare il padre Ferri.
Pio Nono rabbrividì.
Il padre Ferri era il confessore che la compagnia di Gesù aveva scelto a dominarlo: esso rappresentava agli occhi del Papa tutta intera l'idra gesuitica nella sua immensità spaventosa.
Egli si scostò dal tavolo, e fe' cenno al camerario di allontanare la supplicante. Il domestico disse a Lucia di seguirlo. Essa avrebbe voluto aggrapparsi disperatamente a quell'ultima speranza della grazia, ma sentiva mancarsi le forze. In quello sforzo supremo aveva esaurito ogni vigore, mandò un ultimo gemito di preghiera verso il Pontefice, e dovè attaccarsi al braccio del camerario per uscire senza cadere.
Mentre Lucia si allontanava dalla stanza del Papa, vi entrava in sua vece il Padre Ferri.
Egli s'inginocchiò dinanzi al Pontefice, e cominciò:
—Santo Padre! È la beatissima Vergine concetta senza macchia, che mi ha ispirata l'idea di venire a trovarla. Vostra Santità sta per prendere una gravissima risoluzione, ed io che indegnamente fui assunto all'onore di dirigere la sua coscienza, mi sento in dovere di porgerle una parola di consiglio.