L'ora dell'esecuzione era trascorsa; tutto era finito. Eppure essa sperava ancora, sperava in un evento straordinario, in un miracolo del cielo. Poveretta! le pareva ancora impossibile che il suo Gaetano dovesse morire a quel modo.

Al riconoscere l'avvocato parve che un segreto presentimento le annunziasse una buona novella.

—Mio figlio! gridò. La grazia!

Il sangue le affluì alla testa; le sue mani si agitarono, come cercando un sostegno.

La situazione di Leoni era terribile. Gli conveniva disingannare subito quella donna: ogni indugio avrebbe accresciuta la sua speranza, e resa più fatale la delusione.

Fece colla testa un'impercettibile segno negativo; l'espressione della sua fisonomia disse il rimanente.

L'idea terribile di quanto era avvenuto si affacciò allora alla mente della madre.

L'ora era passata; se la grazia non era intervenuta, e dunque la morte del suo Gaetano era consumata. Lo pensò in un baleno.

Essa si era lasciata vincere dall'entusiasmo della speranza troppo addentro; il contraccolpo fu tremendo.

Leoni la vide farsi livida a un tratto, e cadere all'indietro sul letto.