—Va bene; si regoli dunque con prudenza. Ella è stato scelto per questo incarico appunto perchè nella sua qualità di prete… dirò così alla buona, e popolare, non è tale da svegliare… che so io? sospetti… dubbi, timori. Insomma, mi ha capito. Si ricordi sopratutto che preme sommamente al bene spirituale e corporale della vedova Monti, e de' suoi figli, ch'essa accetti questo paterno e amoroso consiglio. La vada dunque, e il Signore la soccorra col suo divino ajuto in quest'opera di misericordia.

Così dicendo, padre Bindi si levò in piedi, e con un inchino del capo congedò don Omobono, il quale intanto ripeteva gl'inchini con cui era entrato, dicendo sempre:

—La non dubiti, reverendo. Lasci fare a me. La servirò come si deve.

—Poi verrà ad avvertirmi del risultato, gli disse il gesuita quando esso fu giunto sulla soglia.

—Sì, reverendo; al più presto; stia pur sicuro.

Poi dopo un ultimo inchino, infilò il corridojo, quindi la scala, e giù pei gradini, saltandoli questa volta a quattro a quattro. Traversò la piazza del Gesù, sbirciando quella finestra, ch'era tuttora chiusa, e via via s'avviò verso Trastevere.

XL

Reti gesuitiche.

Lascio figurare qual notte angosciosa avevano passata Lucia e Teresa: solo i fanciulletti, che in sulla sera avevano ottenuto un poco di cibo, avevano poi dormito placidamente per tutta la notte.

Le povere afflitte vedevano volontieri don Omobono, del quale conoscevano la semplicità mansueta, tanto diversa dalla consueta boria dei preti di Roma.