Quando lo vide entrare, Lucia levò l'occhio mesto, e lo salutò con un breve cenno del capo.
—Poveretta!… fatevi cuore!… disse don Omobono, avvicinandosi a lei. Pensate ai vostri figliuoli, che sono il maggior bene che vi rimanga a questo mondo; pensate a questi cari angioletti, ai quali resta aperto un avvenire migliore.
—E quale? Poveri orfani, senza guida, senza sostegno! esclamò Lucia baciando con trasporto ciascuno de' suoi figli, che al solito stavano aggruppati, quale in grembo, e quale accanto a lei.
—La misericordia del Santo Padre è inesauribile, e… riprese don Omobono col suo fare dinoccolato, martoriando al solito il suo cappello, quasi volesse spremerne le parole che non trovava.
—Non mi parli del Papa! gridò Lucia, di quel vecchio spietato, innanzi al quale mi sono inginocchiata come innanzi a Dio, e che avrebbe potuto salvare la vita di mio marito con una parola, con un cenno della mano. Egli è stato l'assassino, il boja del povero Peppe!
—Non parlate così, sora Lucia, altrimenti scappo via, e non ritorno più. Non posso tollerare che in mia presenza si parli in tal modo di Sua Santità. Specialmente poi, quando vengo a parteciparvi un tratto veramente angelico del suo cuore paterno.
—Che? esclamò Lucia stupita, che cosa viene a parteciparmi?
—Guardate, proseguì il prete, se avete torto d'interpretare così sinistramente l'operato del Santo Padre! S'egli non ha salvato vostro marito, gli è proprio che non poteva senza ledere la giustizia: ma il suo cuore oh! il suo cuore ne ha pianto sicuramente. E ne volete una prova? eccola appunto, è questa, che appena soddisfatta la giustizia, il suo primo pensiero è quello di correre in soccorso della famiglia del condannato.
—Anch'esso! Che buona gente! disse Lucia, sorridendo amaramente. Che gente pietosa! Non posso lagnarmi di loro! È vero che mi hanno ammazzato il marito: ma poi in compenso mi mandano del denaro!
—Non è questa veramente l'intenzione di Sua Santità, soggiunse don Omobono. La sua munificenza va più oltre. Egli ha destinati i vostri figli ad essere mantenuti ed educati a sue spese nel collegio dei gesuiti, e la bambina nell'orfanotrofio del Sacro Cuore; e voi, che sarete naturalmente stanca del mondo, potrete trovar riposo nel convento delle Carmelitane, dove potrete pregar pace all'anima del vostro sposo, e passare in santa quiete la vostra vita.