Toccò di nuovo i barili, si assicurò che fossero ben disposti, che la polvere di ognuno d'essi si congiungesse a quella del mattone.
—Ed ora, pensò, mi protegga Iddio!
Estrasse di saccoccia il pezzo di esca, lo palpò, lo stirò. Poi trasse fuori un astuccio, ne cavò un fiammifero, e lo accese fregandolo contro il medesimo astuccio.
Accostò uno dei capi dell'esca alla fiamma di quel fiammifero, poi la buttò via.
Si assicurò che l'esca fosse bene accesa soffiandovi sopra; poi, aiutato dal debole chiarore che spandeva lo stecco dello zolfanello, tuttora ardente per terra, appressò l'esca alla polvere sparsa sul mattone, e quivi la depose in maniera che coll'estremità non accesa toccasse la polvere¹.
¹ Questi particolari sono esattamente conformi alla stessa confessione fatta dal Monti durante il processo
Dopo ciò, procedendo a tentoni, ma rapidamente, Monti trovò la porta, ed uscì sulla via.
Era giunto appena nella vicina piazza di Scossa-Cavalli, che una detonazione spaventosa lo avvertiva che la mina era scoppiata.
X.
Ultimi sforzi.