Lo spirito d'avventura l'ambizione la gelosia contro il fortunato rivale fanno trovare presso Francesco I la migliore accoglienza ai disegni di Giovanni da Verrazzano, che s'impegna di scoprire la via al mistico regno del Catai per l'occidente; ed il navigatore fiorentino nel 1524 sbarca sulla bassa spiaggia della odierna Carolina settentrionale, esplora senza naturalmente trovare la via agognata le coste americane dal 34º grado al 50º e colla descrizione particolareggiata di esse, la prima comunemente nota, mandata al re da Dieppe al suo ritorno, dà maggior aire ai sogni fantastici di ricchezze e di conquiste. Il disegno del fiorentino è ripreso poco dopo da un favorito del monarca, da Filippo di Brion-Chabot, che al desiderio di raggiungere la meta invano sognata dal Verrazzano accoppia lo zelo di convertire alla chiesa cattolica gli infedeli del nuovo mondo per compensarla delle anime sottratte a lei dall'eresia di Lutero e di Calvino: Giacomo Cartier, audace navigatore di San Malò, è scelto a tradurre in atto i suoi disegni; ed il Cartier, dopo aver una prima volta nel 1534 toccato il San Lorenzo, in un secondo viaggio condotto dal 1535 al 1536 dava il nome al golfo di San Lorenzo e fra lo stupore e lo sbigottimento degli Indiani della regione si spingeva coi suoi fino alla loro capitale Hochelaga, un misero villaggio d'una cinquantina di edifici fatti con tronchi d'alberi, là dove ora sorge Montreal, nome dato a quel monte dallo stesso Cartier, il quale chiamava il fiume «fiume di Hochelaga o fiume del Canadà» dal nome generico che in indiano significava città o villaggio.
Una croce ed una bandiera coi gigli fissata sul suolo, ecco quanto lasciava il Cartier ad affermare il dominio francese nel futuro Canadà, portandone via dei miseri selvaggi attirati con inganno sulle navi, perchè dessero fede colle loro parole al racconto delle meraviglie vedute e dei tesori ancor più meravigliosi destinati ai Francesi.
Quando pertanto un gentiluomo della Piccardia, Giovanni de la Roque, signore di Roberval, riprende i disegni del Chabot, ottenendo dalla corte fra gli altri titoli pomposi quello di vicerè e luogotenente generale del Canadà, il Cartier si presenta come il più adatto capitano generale del futuro vicereame e l'organizzatore della spedizione, i cui proventi dovevano andare per 1⁄3 agli autori di essa, per 1⁄3 al re e per 1⁄3 a coprire le spese occorse.
Lasciata l'Europa nel maggio 1541 con un equipaggio reclutato per buona parte nelle prigioni, il Cartier vi faceva ritorno un anno dopo, abbandonando al proprio destino e vicereame e vicerè: carestia e scorbuto decimavano le genti del Roberval, che rimpatriato si recava poi una seconda volta in America nel 1549 per trovarvi una fine a noi non meno ignota di quella dello stabilimento da lui fondato sul S. Lorenzo.
Ancora meno di questo poi riusciva il tentativo consimile fatto più tardi nel 1598 da un gentiluomo della Brettagna, il marchese de la Roche, nominato egli pure luogotenente generale del territorio transatlantico; mentre il tentativo calvinista, fatto come vedemmo nel frattempo nel sud, non aveva lasciato di duraturo che la denominazione di Carolina data ad un paese molto più vasto dell'attuale Carolina.
Al cadere pertanto del secolo XVI le pretese della Francia su tutta quella parte del Nord-America, che nelle carte dell'epoca si chiamava Francesca o Canadà o Nuova Francia, al nord della spagnuola Florida, ben più vasta anch'essa dell'attuale, non avevano altro corrispondente nei fatti che la pesca della balena e del merluzzo da parte delle barche francesi insieme con quelle delle altre nazioni occidentali, pesca cui s'era associato oramai il commercio lucroso delle pelli di orso e di castoro e dei denti di tricheco, su scala così vasta che intere flottiglie partivano per esso dal porto di San Malò. La gloria di gettare le basi reali della grande per quanto effimera potenza francese nel Nord-America era riservata ad un eroico biscaglino, Samuele di Champlain.
Se infatti il progetto di fondare un grande impero francese nel nord-America, riaffacciatosi più vivo di prima all'ambizione francese durante il regno felice di Enrico IV, sembrava naufragato per sempre dopo il nuovo ed infausto tentativo del marchese de la Roche, una molla diversa ma non meno potente spingeva la Francia alla colonizzazione, la prospettiva di lauti guadagni commerciali: un mercante di San Malò, il Pontgravè, era l'anima di tali imprese, per le quali nel 1603 fondavasi a Rouen una compagnia di mercanti, che sceglieva per dirigere la spedizione il Champlain, uomo di profonda cultura marinaresca, di spirito penetrante, di perseveranza infaticabile, di coraggio indomito, il quale aveva già concepito nei suoi precedenti viaggi nel nuovo mondo il luminoso per quanto prematuro disegno d'un canale interoceanico nell'America centrale e se n'era fatto il banditore presso la corte ed il ceto dedito alle imprese coloniali.
Quando il Champlain ritornava in Francia da questa spedizione, senza aver trovato più alcuna traccia di Hochelaga e dei compatriotti ivi rimasti, Enrico IV, revocate tutte le concessioni commerciali e coloniali precedenti, aveva già dato a un suo ciambellano, Pietro de Monts, il permesso di colonizzare La Cadie o Acadia, nome con cui fu designato il territorio americano estendentesi dal 40º al 46º grado di latitudine nord, cioè dalla attuale Filadelfia fin oltre Montreal.
Il nuovo luogotenente generale d'Acadia, al quale coll'autorità di vicerè ed il monopolio del commercio delle pelli, cosa ben ostica ai mercanti francesi dei porti dell'Atlantico, era stato concesso di reclutare a forza vagabondi malandrini e prigionieri pei suoi equipaggi, armava una spedizione che doveva conquistare e colonizzare il paese per fini commerciali, convertendone al cattolicesimo gl'indigeni; disegno per cui il De Monts, quantunque calvinista, conduceva seco dei preti cattolici: il Champlain il Pontgravè ed il barone di Poutrincourt furono a lui compagni nell'impresa iniziatasi nel 1604.
Dato il nome a Port-Royal, che fu concesso in dono al Poutrincourt, ed al fiume S. Giovanni, fondato uno stabilimento col nome di Santa Croce alla foce del fiume omonimo, il De Monts ed il Champlain si spinsero verso sud in cerca di clima più dolce e terre più fertili, esplorando in nome della Francia le coste ed i fiumi dell'attuale Nuova Inghilterra fino al capo Cod; ma, non avendo trovato un luogo adatto per costruirvi la capitale, ritornarono a Port-Royal, dove fondarono una nuova colonia. Nel frattempo i nemici del De Monts lavoravano ai suoi danni, eccitati e comperati per di più da quei commercianti e pescatori dei porti normanni bretoni e guasconi, che la esclusione dal lucroso commercio delle pelli aveva danneggiato ed irritato oltremodo. Il De Monts tornava allora in Francia per sventare tali trame; ma ciò nonostante il monopolio concessogli veniva revocato ed i capi dell'impresa fallita, che primi tra gli Europei avevano tentato fondare nel nuovo mondo una colonia agricola pure servendosi a tal fine di pessimi elementi sociali accanto ai buoni, approdavano vinti ma non domi a S. Malò nell'ottobre del 1607.