Egli però la portò a Roma, e la consegnò col piccolo bambino alla moglie, con la quale ella visse per qualche tempo.
In questo modo nostra Signora la Madonna, levò di mezzo ai dolori la povera Costanza; e, come lei, può liberarne molte altre ancora. Per molto tempo dunque ella rimase in quel luogo, sempre dedicata alle opere pietose, come era suo piacere.
La moglie del senatore era zia di Costanza, ma non per questo la riconobbe. Io non voglio andare ancora molto per le lunghe, e ritornerò senz’altro al re Alla, del quale ho parlato molto prima, che ancora piange e si dispera per la moglie; lasciamo dunque Costanza sotto la protezione del senatore.
Il re Alla, che aveva ucciso la madre, fu preso un giorno da tale pentimento, che sentì il bisogno di andare a Roma per fare penitenza, umiliandosi al papa e pregando ardentemente Gesù Cristo di perdonargli il turpe misfatto.
Intanto corse la voce per tutta la città che Alla sarebbe venuto a Roma in pellegrinaggio; e la notizia si sparse per mezzo della sua gente che lo precedette per procurargli l’alloggio. Il senatore, saputo di questo arrivo, gli andò incontro a cavallo, come era uso, insieme con molti della corte, per mostrargli la sua alta stima, e per il rispetto dovuto ad un re.
Egli accolse con molta festa il re Alla, che se ne mostrò lietissimo, e tutti fecero a gara per onorarlo. Ora accadde, dopo qualche giorno, che il senatore andò, insieme col figlio di Costanza, ad una festa data al re Alla.
Alcuni dicono, che egli portasse con sè alla festa il bambino per preghiera di Costanza; io non posso accertare ogni particolare, ma, comunque sia, il fatto è che il bambino vi si trovò e che, sempre per desiderio di sua madre, durante il pranzo sedeva di fronte al re.
Il re Alla guardava con grande ammirazione il figliuolo di Costanza, e disse ad un tratto al senatore: «Di chi è quel bel bambino lì seduto?» «Io non lo so davvero per Dio e per S. Giovanni; ha la madre, ma non ha padre ch’io sappia.» E in poche parole raccontò ad Alla tutta la storia del fanciullo. «Dio sa, soggiunse il senatore, se io ho mai veduto in tutta la mia vita una creatura virtuosa come quella, o se ho mai sentito parlare in questo mondo di altre donne, ragazze, maritate o vedove, che avessero tanta virtù. Io sono sicuro che essa preferirebbe una coltellata nel petto, prima di venir meno all’onestà, al quale passo nessuno potrebbe indurla, a nessun costo.»
Il fanciullo somigliava alla madre quanto è possibile ad un figlio somigliarla: cosicchè il re Alla guardandolo rivedeva nella sua mente la sua Costanza, e con grande tristezza pensava se per avventura la madre del bambino non fosse la moglie sua. E di nascosto sospirando, ad un tratto si alzò da tavola per dare libero sfogo al suo dolore.