«Per bacco, egli pensava, mi viene in mente una cosa: è vero che io dovrei con ragione pensare che mia moglie fosse morta nelle acque del mare: ma chi sa che Cristo non l’abbia condotta qui, come prima, abbandonata in mezzo al mare, la condusse nel mio paese?»

La sera, dopo pranzo, Alla se ne andò a trovare il senatore, per esaminare un po’ meglio il suo caso meraviglioso. Questi, per fare onore ad Alla, dette una gran festa, e subito mandò a chiamare Costanza: ma ognuno capisce che la disgraziata non aveva certo voglia di ballare. E quando sentì che la volevano ad una festa, non ebbe più la forza di reggersi in piedi.

Alla appena la vide la salutò cortesemente, e non potè trattenere le lacrime dalla commozione, poichè al primo sguardo che gittò su di lei la riconobbe subito. Costanza, riconosciutolo, rimase muta come un albero, tanto il cuor suo fu sopraffatto dal dolore al pensiero della crudeltà con cui egli l’aveva trattata.

Due volte svenne davanti a lui che piangeva e cercava di giustificarsi dicendo: «Dio e tutti i santi del cielo abbiano pietà dell’anima mia, se è vero che io sono innocente, del male che tu soffristi, come Maurizio, il figliolino mio, che tanto ti somiglia. Se non è vero, il diavolo mi porti via subito di qui.»

Lungo fu il singhiozzare, e amaramente soffrirono tutti e due, prima che il loro cuore addolorato si calmasse. I loro lamenti e i loro pianti facevano pietà. Vi prego quindi di dispensarmi dal racconto di questa scena dolorosa, poichè per oggi io sono ormai stanco di cose tristi.

Finalmente riconosciutasi la verità e l’innocenza di Alla, moglie e marito si baciarono almeno un centinaio di volte, e tutti e due furono così felici, che la loro felicità è paragonabile solo alla gioia eterna del paradiso, che fino ad ora nessuno ha visto e goduto in questo mondo.

Costanza poi pregò il marito, in ricompensa della gran pena che le aveva innocentemente cagionato, a voler domandare, come speciale grazia, all’Imperatore che volesse degnarsi di desinare un giorno con loro; e lo pregò anche di non dirgli nulla di lei.

Alcuni dicono, che l’invito lo portasse al babbo di Costanza lo stesso Maurizio: ma io credo che Alla non fosse così sciocco da mandare un bambino ad un personaggio così grande, come colui che era il fiore dei cristiani. Però è più probabile che Alla vi andasse da sè.

L’Imperatore promise, gentilmente, di fare quanto il re Alla desiderava: ed io penso che egli guardasse con un certo interesse il piccolo Maurizio pensando alla sua Costanza. Alla intanto andò a far preparare tutto per bene e più inappuntabilmente che gli riuscì.