Questi aveva dato prova più volte di grande fedeltà in affari di grave importanza, ed amava e venerava il suo signore: ma pur troppo questa gente deve prestarsi, qualche volta, anche al male. Secondo l’ordine ricevuto, adunque, si presentò zitto e cheto in camera di Griselda.
E le disse: «Signora, perdonatemi, ma io faccio una cosa alla quale sono costretto: voi che siete tanto savia, capite meglio di me che gli ordini del marchese bisogna eseguirli appuntino; crudeli e da biasimare quanto si voglia, ma è necessario obbedire. E così farò senz’altro.
Ho avuto ordine di prendere questa bambina,» soggiunse, e subito la prese con cattiva maniera, e prima di andarsene fece atto che dovesse ucciderla. Griselda sopportava tutto senza dir nulla: e timida come un agnello se ne stava tranquillamente a sedere, lasciando che il barbaro scudiere facesse tutto ciò che voleva.
Il cattivo nome e la faccia di quell’uomo le erano sospetti; la sua parola e il momento nel quale egli faceva tutto questo le mettevano paura: ahimè! la sua bambina, alla quale voleva tanto bene, glie l’avrebbe, certamente, fatta morire. Tuttavia senza un sospiro, senza una lacrima, si sottopose alla volontà del marchese.
Finalmente ruppe il silenzio, e tutta umile (come se avesse dovuto trattare con un vero gentiluomo) pregò il servo che le permettesse di baciare la sua bambina, prima che glie la facessero morire: e presala, con grande mestizia, in collo, le dette la sua benedizione; poi cominciò a cullarla fra le sue braccia, e a baciarla.
E le disse con affetto: «Addio, figlia mia, io non ti rivedrò più, ma poichè ti ho fatto il segno della croce, sarai benedetta dal Signor nostro, che morì, per noi, crocifisso: raccomando a lui l’anima tua, mia povera piccina, giacchè stanotte, per colpa mia, dovrai morire.»
Io credo, che neppure la pietà di una balia reggerebbe a vedersi portar via il bambino: pensi quindi ciascuno, che cosa avrebbe dovuto fare la misera madre, eppure, tanta era la sua fermezza, che tutto sopportò con pazienza, e disse a quell’uomo: «Eccovi, la bambina, prendetevela.»
E consegnandogli la piccina, soggiunse: «Andate, fate ciò che il signor mio vi ha comandato di fare; solamente fatemi questa grazia, se egli non ve lo ha proibito: sotterrate il suo corpicino, in qualche luogo, affinchè le bestie e gli uccelli non lo divorino.» Ma quegli, senza nemmeno rispondere, prese la bambina e se ne andò.
E recatosi dal marchese, gli raccontò per filo e per segno, in poche parole, quello che aveva detto e fatto Griselda; indi gli consegnò la bambina. Gualtieri provò un senso di compassione, ma non si mosse dal suo proposito, come quegli che voleva fatta la sua volontà.
Ordinò al suo scudiero di fasciare, di nascosto, e coprire adagino e con ogni cura la creaturina, e di metterla dentro una cesta o avvolgerla in una veste, senza che alcuno, pena la sua testa, scoprisse donde egli veniva, e dove andava.