La portasse, così nascosta, a Bologna, in casa della sorella di lui, ch’era allora contessa di Pavia; e mettendo costei a parte di tutto, la pregasse di allevare con ogni cura la bambina, senza mai dire, a qualunque costo, di chi fosse figliuola.

Questi andò, e fece, scrupolosamente, quanto gli era stato ordinato. Ma torniamo al marchese. Egli andava sempre fantasticando, se mai potesse capire dall’aspetto, o dalle parole della moglie, ch’ella fosse cambiata. Ma la trovava sempre ugualmente affabile e gentile.

La stessa bontà, la stessa dolcezza, la sua solita attività nelle faccende domestiche, lo stesso amore per lui: insomma, in tutto e per tutto era savia come prima. Non fece mai parola della sua bambina, e non si provò neppure a nominarla. Per grandi che fossero le sue pene e le sue sventure, non mostrò alcun cambiamento.

PARS QUARTA

Passarono così quattro anni, prima che Griselda di nuovo ingravidasse; ma questa volta, come a Dio piacque, fece al suo Gualtieri un maschio, che era un miracolo di grazia e di bellezza. Di ciò non solo il padre fu lietissimo, ma il paese tutto n’ebbe sì gran gioia, che levò preghiere di ringraziamento al Signore.

Il bambino aveva due anni, e già da qualche tempo era stato divezzato, quando un giorno venne l’estro al marchese, di tentare un’altra volta la pazienza della moglie. A inutile prova era messa, ahimè! ma i mariti son senza discrezione, quando trovano una poveretta che sopporta.