Voi non farete una cosa tanto indegna, e non permetterete che io, tornandomene a casa, mostri nudo il corpo, che ha creato i vostri figli. Non vogliate, per pietà, cacciarmi nella strada come un cane: pensate che per quanto indegnamente, io sono stata la moglie vostra.

In ricompensa della verginità che pur vi ho portato, e non mi è concesso riportar via, lasciatemi almeno la camicia che ho indosso; affinchè possa coprirne il corpo di colei, che fu vostra moglie: ed ora, signor mio, me ne vado, perchè non vi abbiate a seccare.»

«La camicia che hai indosso, rispose Gualtieri, lasciatela pure, e portala via con te.» E tosto uscì dalla stanza, perchè la pietà e la compassione gli impedivano quasi di parlare. Griselda lì stesso si spogliò, e in camicia, scalza e senza niente in capo, s’incamminò verso la casa di suo padre.

La gente la seguiva, con le lagrime agli occhi, lungo la via, e imprecava, andando, al destino. Ma essa non piangeva e non parlava. Il padre, che ne fu subito avvisato, malediva il giorno e l’ora in cui egli era venuto al mondo.

Il povero vecchio aveva sempre sospettato di questo matrimonio; e pensò sempre, fin da principio, che il marchese, soddisfatto il suo capriccio, avrebbe considerato la sconvenienza di essere sceso così in basso, e un bel giorno all’improvviso l’avrebbe mandata via.

Avendo sentito che la sua figliuola ritornava a casa in camicia, in fretta in fretta le andò incontro, portando seco la vecchia veste che essa aveva lasciato, e piangendo amaramente, cercava di coprirla, alla meglio, con quella; ma non potè mettergliela indosso: che era troppo mal ridotta pel molto tempo trascorso, dal giorno che Griselda era andata a nozze.

Questo fiore di vera pazienza, ritornata per qualche tempo col padre suo, in tal modo si diportò, che mai, nè in presenza d’altri nè sola, mostrò di sentirsi offesa; e non disse mai parola, non fece mai cenno, che ricordasse il suo antico stato.

E non c’è da meravigliarsene, poichè in mezzo alla nobiltà e alle ricchezze si mostrò sempre umilissima: ghiottonerie, raffinatezze, lusso, magnificenza, non seppe mai che cosa fossero. E fu sempre buona, paziente, modesta, rispettosa, e sempre sottoposta e obbediente al marito.

Tutti parlano di Giobbe e della sua pazienza, perchè i dotti scrivono degli uomini quello che vogliono; ma in realtà, per quanto ai dotti piacciano poco le donne, non c’è uomo che abbia la pazienza di una donna; ed è un caso proprio raro, trovare uno che abbia solo la metà della costanza femminile.