Egli, dunque, inforcato il suo bravo destriero, guizzò d’un salto sulla via, come una favilla guizza in aria da un tizzo ardente. Sull’elmo che gli copriva la testa spiccava per cimiero una torre con un fiore di giglio in cima. Ed ora Dio salvi dalla morte il corpo di Ser Thopas.
Da pro’ cavaliere errante, la notte non volle mai dormire al coperto: suo letto era la terra, suo tetto il cappuccio, e per guanciale avea l’elmo risplendente. Vicino a lui intanto il suo destriero morsicchiava le dolci erbette del prato.
Anche egli, come si legge del prode Ser Percival[13] quando indossava lo splendido costume di cavaliere, non bevve mai altra bevanda che l’acqua della fonte. Finalmente un giorno.......
«Basta, basta, per l’amor di Dio, interruppe il nostro oste: non ne posso più delle tue chiacchiere! Dio mi salvi, quanto è vero che mi fanno perfino male gli orecchi! Al diavolo il tuo cantare: è proprio roba da chiodi!»
«Perchè, risposi io? Perchè non vuoi che anche io finisca, come gli altri, il mio racconto? Questo è il più bel cantare che io mi sappia.»
«Per Dio, riprese l’oste, te lo dico subito il perchè: perchè il tuo famoso cantare non vale un soldo, e tu sprechi il tempo inutilmente a farcelo sentire. Insomma, signore mio, ti proibisco di seguitare in questo modo. Vediamo un po’ se sei buono a raccontarci una bella avventura, o se sai dirci, in prosa, una novella che almeno ci diverta o ci insegni qualche cosa.»
«Per la passione di Cristo, risposi, ben volentieri. Vi racconterò una cosetta in prosa che, se non vorrete essere proprio incontentabili vi piacerà di certo. È una storia morale e piena di virtuosi ammaestramenti, che già altri hanno raccontata in diversi modi. E ciò non vi deve fare meraviglia, perchè voi sapete bene, per esempio, che ognuno degli Evangelisti racconta la passione di Gesù in un modo differente: eppure nonostante tutte le differenze, è sempre vera ugualmente, e la storia è sempre quella. Raccontata da S. Marco o da S. Matteo, da S. Luca o da S. Giovanni, la pietosa passione è sempre, più o meno, la stessa cosa. Però, signori miei, se la mia storia vi sembrerà diversa da quella che avete sentito altre volte, specialmente per i proverbi con cui io cerco di rendere più interessante questo trattatello di morale, non vogliate vi prego gridarmi la croce addosso. Vedrete che il mio racconto segue, in sostanza, il piccolo trattato onde l’ho tolto[14]. State dunque a sentire, e questa volta, mi raccomando, lasciatemi andare fino in fondo.