in tigrigna (hamasen) «akkàlo»
in arabo «ósciar, o úsciar».
Un arboscello o arbusto sparsissimo qua e là nei tratti della zona calda. La sua estensione comprende la maggior parte dei paesi tropicali dalle Indie sino a Senegambia.
I frutti della grandezza di un pugno sono verdi e vescicosi, e posano sempre a due tra le foglie che sono piene di sugo latteo. I numerosi semi in essi contenuti portano un ciuffo di lunghi peli sericei, come apparecchio areostatico, e che si possono raccogliere in grande massa.
Queste fibre belle e lucenti come l’argento non si prestano per tessere, essendo corte e di poca resistenza. Invece danno in questo paese povero di pollame un ottimo materiale per imbottire i guanciali, e vengono generalmente adibite a quest’uso dagli arabi.
12. Ficus capreaefolia Del.(Urticaceae-Moreae)
Questo arbusto s’incontra spesso sull’Anseba ed altri corsi d’acqua ove simile ai nostri salici forma sulle rive dei fitti boschetti. Esso è adatto per rimpiazzare i salici per tutte le specie di lavori da canestrajo; essendo i suoi ramoscelli lunghi di una grande flessibilità e resistenza.
in arabo «athâb»
È un arbusto o albero che trovasi anche nelle vicinanze di Cheren, ha foglie puntute a forma lanceolata.