in tigrè «gherssa».
Un albero dell’altezza di non più di 10 metri, che si rinviene soltanto al di quà degli scoscendimenti dell’altipiano, principalmente nei valloni inferiori dei contrafforti. Il frutto della grossezza e forma di un’oliva, racchiude un seme oleoso, che è usato come cibo. Secondo Hildebrandt (Zeitsch. Berl. 1872. Bd. VIII pag. 459) presso gli Habab si conservano i semi disseccati che somigliano a quelli del caffè e si mangiano stufati con burro ed acqua; spesso insieme con cavallette fritte nel burro.
31. Hyphaene thebaica Mart.(Palmae)
Il frutto della palma Dôm, spesso grosso come un pugno, per lo più non è mangiabile: vi sono però in molti luoghi degli alberi i cui frutti hanno una consistenza meno fibrosa ed invece sono più sugosi e si possono masticare ed hanno l’aspetto ed il sapore del pan forte (pain d’épice). Forse il frutto per mezzo della coltura e della selezione si potrebbe migliorare (v. piante tessili [n.º 67]).
Sulla fabbricazione del vino di palma dall’Hyphaene, riferisce Hildebrandt estesamente nella Zeitschr. d. Gesellsch. f. Erdk. Bd. X 1875. p. 30.
3) — Tuberi
32. Pachyrrhizus angulatus Rich.(Papilionaceae)
in tigrè: «Kharreg»
Questa leguminosa rampicante distinta da grandi foglie trifogliolate e dai racemi di piccoli fiori violetti ha dei tuberi sotterranei sorprendentemente grandi e massicci, i quali raggiungono il peso di parecchi chilogrammi. Tutta la massa si lascia tagliare allo stato fresco, a guisa di formaggio, ed è di una tessitura unitamente tenera, assolutamente bianca sotto una corteccia bruna, senza punto di fibre. Questo tubero contiene una gran quantità di ottimo amido senza traccia di amarezza e potrebbe essere raccolto all’ingrosso per articolo di commercio in grande. Nelle Indie orientali i tuberi si mangiano crudi e cotti[9] e sono ordinariamente coltivati a tale scopo. La pianta si trova allo stato selvatico in diversi luoghi dell’Africa tropicale. Io l’ho trovata in quantità sul Dongollo tra Ghinda e Saberguma a circa 800 metri sul livello del mare. Questa specie insieme colla Crossandra undulaefolia Roxb. e colla Meriandra benghalensis Benth. è notevole per la sua distribuzione geografica. Si trovano selvatiche, in Africa e nell’India solamente in istato coltivato: per conseguenza ci indicano cosi l’origine e la derivazione di numerose specie di piante orticole indiane.