Continuando così a passeggiare a caso, senza nemmeno badare dove lo portavano le gambe, finì a trovarsi, quando proprio cominciava a sentirsi stanco, in Piazza dei Signori; e allora pensò di entrare un momento nel Caffè Dante, prima di tornarsene a casa. Ma in quel punto, nell'attraversare la piazza, aveva notato qua e là piccoli gruppi di persone ferme a discorrere, e questurini che giravano su e giù colle grinte dure dure.

—Che cos'è successo di nuovo?—chiese il Santasillia al cameriere ch'era venuto a servirlo.

—El solito bordelamento!… le bufonàde solite, signor conte!

Il cameriere, prima di rispondere così, aveva girato l'occhio attorno alla sala del Caffè, e vedendola deserta, s'era arrischiato a dire quelle parole, credendo cattivarsi l'animo del signor conte sempre generoso nel dar la mancia.

Ma invece il Santasillia non gli aveva manco badato. Egli cominciò a sfogliare l'Illustrazione, il Pasquino, mentre sorbiva il thè; ma co' pensieri era quasi sempre fisso in Via Santa Eufemia e, se si moveva di là, era per correre ancora più lontano, più lontano assai, a Bordighera o a San Remo.

E, in sulle prime, non si accorse nemmeno che due o tre giovanotti, entrati da poco nel Caffè, e sedutisi a un tavolino presso la porta, vicino al suo, avevano cominciato a guardarlo bieco, ad ammiccarselo fra loro ed a ghignare: ma se ne accorse, per altro, dopo qualche momento che durava il giochetto; tuttavia continuò impassibile a sorbire il thè e a sfogliare le gazzette.

Gli altri s'indispettirono per quell'altera sicurezza, ghignarono più forte, e le parole gesuita, abatino, coa, gli giunsero bene all'orecchio, accompagnate da epiteti altrettanto espressivi, quanto poco parlamentari.

Andrea chiamò forte il cameriere; pagò, scambiando qualche parola con lui e sorridendo; si alzò, infilò il soprabito, lo abbottonò bellamente adagio adagio; cominciò a mettere i guanti e poi si avviò per uscire, guardando alla sua volta, fisso, dove sapeva che lo tenevano d'occhio.

Marcia, marcia!—borbottò a mezza voce taluno di quei giovinotti, quando Andrea, già mezzo aperta una delle imposte a vetri, stava per uscire.—Marcia, marcia, bruto can!

—L'hanno con me, lor signori?—domandò seccamente il Santasillia, ritornando subito indietro, ed avvicinandosi risoluto presso il tavolino.