Ma il Santasillia, fatta la visita d'obbligo, non ricompariva più. Il Damonte ricominciava a respirare, Scipio Spinola a dire spiritosità di buona lega e «le dame della consulta,» che domandavano ogni giorno alla Baby se avea rivisto il cugino, ricominciavano da capo ad affermare che l'andare «nel mondo» dovea essere per lui una noia, un sacrifizio, e che se c'era stato una volta per convenienza, scommettevano che non ci sarebbe ritornato.

La Baby le lasciava dire, e le ascoltava colla solita dolcezza; ma poi, quando vide che Andrea si faceva aspettare, combinò con Marco Baldi di andar insieme a fare una visitina al museo africano.

Il Santasillia non fu nemmeno avvertito del grande onore che lo attendeva; la Castelguelfo e Marco Baldi capitarono nel suo studio, all'improvviso, forzando un po' la consegna del cameriere, per non essere annunziati.

Andrea, alla bella prima, si trovò impacciato, ma poi fu preso dalla graziosa amabilità della Baby, che girava attonita per lo studio, guardando tutto, toccando tutto leggermente, colle manine garbate, facendo su tutto un'infinità di domande, colla curiosità ingenua e ardita insieme di una bimba. E l'ambiente severo e cupo della stanza, un po' da filosofo, un po' anche da benedettino, pareva rallegrarsi alla gaiezza dei colori, e alla festevole semplicità di quella personcina elegante, a quella voce che vi risonava armoniosa e al sorriso fresco e buono.

Ma la Baby divenne seria, appena incominciarono a visitare il museo. Allora il suo visetto incantevole non esprimeva più altro che una grande attenzione. Il Santasillia faceva la storia degli oggetti più rari e curiosi, e la Baby tutta assorta, teneva fissi in lui gli occhi intelligenti, appassionandosi a quelle maraviglie, e a mano a mano che egli si accalorava nel discorso, il piacere ch'essa ne risentiva sembrava farsi più vivo, mentre il seno, chiuso nell'abito attillato, le si movea ansante. Ci fu un momento in cui essa impallidì e i suoi occhi ebbero anche un barbaglio di lacrime. Andrea mostrando una zagaglia raccontava il pericolo in cui era caduto, quando inoltrandosi troppo imprudentemente nel paese dei Bogos, arrischiò di rimanere in mano dei selvaggi. Ma per altro, la grande commozione della Contessina non le impedì poi di celiare e ridere, tornando a casa con Marco Baldi, a proposito del Santasillia, che dovea chiudere gli occhi, per non rimanere scandalizzato dinanzi al décolleté «delle signore Assabesi!»

Intanto pareva ad Andrea che la creatura gentile gli avesse rischiarata col suo passaggio la casa tetra e deserta, popolandola di memorie e di immagini ridenti. Con una parola, con un sorriso, con un gesto solo di maraviglia, essa avea lasciato dovunque tracce di sè, che sarebbero rimaste indelebili. Persino i vecchi mobili dello studiolo avevano un'espressione insolita di cordialità, e il giovinotto avrebbe ricordato sempre, fra tutti gli altri, il seggiolone su cui la Baby, scherzando, si era messa a sedere. Rifece presto e solo il giro del museo, e alcuni oggetti sentì che gli erano diventati più preziosi, e subito pensò di far accomodare e lustrare gli scaffali. Ma ancora il Santasillia subiva la seduzione, l'incanto senza avvedersene… Era come il profumo di alcuni fiori, che penetra inavvertitamente, lentamente nel cervello, e addormenta prima di uccidere.

IX.

Andrea, dopo la visita che avea avuta, non si fece aspettar molto dalla cugina; ma la marchesa d'Arcole, la Generalessa e madama Kraupen non ricevettero nessun messaggio in proposito. Quando lo seppero, e lo seppero subito, se ne lagnarono altamente, dicendo alla Baby, non senza malizia, che cominciava a essere gelosa delle sue conquiste e a far misteri. La Baby ascoltò i rimproveri coll'usata docilità, ma invece di rimediare al mal fatto, fece peggio; invitò a pranzo il Santasillia solo, con Marco Baldi.

Ne seguì uno scompiglio; una piccola rivoluzione: musonerie, lamentele, consigli, e anche rimproveri. Ma la Castelguelfo rispose chiaro e netto che non aveva potuto invitare nessuno, perchè il Santasillia non volea conoscer nessuno; e andava apposta da lei nelle ore in cui sapeva di non incontrare altro che il Baldi, con cui era in amicizia.

Che fare?… La Baby aveva parlato esplicitamente, dunque bisognava rassegnarsi ed accettare i fatti compiuti. Ma allora, tutti insieme, amiche e innamorati, le une per un po' d'invidiuzza, gli altri per amor proprio, cominciarono, quasi si fossero data l'intesa, a proclamare con quanto fiato avevano in corpo, l'innocenza di quelle visite.