E nemmeno non si sentiva più solo mentre era chiuso nel suo studiolo a lavorare. Voleva imporsi, voleva vincere col suo ingegno, e ci sarebbe riuscito. Ma guai se gli fosse mancata l'amica sua… Gli sarebbe venuta a mancare la collaboratrice necessaria del suo lavoro… Del resto, era naturale che le volesse bene. Così giovane giovane, e sola, poveretta; sola anche lei!… E poi, egli non aveva altri parenti! Ci sarebbe stata, per dir la verità… quella vecchia arpia dei bezzetti, ma gli era troppo antipatica… Pure, andando spesso in casa Castelguelfo, bisognava proprio che, almeno una volta tanto, facesse il sacrifizio di lasciarsi vedere anche dalla Giustiniani… Il non farlo sarebbe stata una sgarberia troppo forte… una sconvenienza che lo avrebbe messo dalla parte del torto…

Così pensando, e a ragione, una domenica (era la domenica il giorno in cui la Giustiniani riceveva) si fe' coraggio e andò a farle visita.

Il fuoco era spento, la gaiezza della luce primaverile era frenata dagli spessi cortinaggi; ma pure la vecchia signora era sempre seduta accanto al caminetto e pareva ancora più sprofondata nella poltrona bassa, tanto gli anni l'avevano assecchita. Invece del levriere essa teneva accucciata sulle ginocchia una canina punch che si rizzò, ringhiando col muso sudicio, appena Andrea si avvicinò per stringere la mano alla padrona.

—E così, fiol mio,—cominciò la Giustiniani dopo finiti i saluti, parlando con voce più debole e tremante, ma pure conservando la cadenza spiccata e lenta delle parole, che parevano altrettante punture;—e così, fiol mio, i me dise che femo dei gelosi in casa Castelguelfo.

Andrea guardò serio la vecchia senza rispondere.

—Sicuro… sicuro… i me dise che quel pôro Damonte el sbossega a tuto andar… Pôro putelo… bisogna compatirlo!… El pareva tanto avanti nelle bone grazie della Baby!

Quando Andrea uscì dalla Giustiniani era pallido, sconvolto.

—Il Damonte?—ripeteva fra sè nell'avviarsi verso casa.—Il Damonte tanto innanzi nelle sue buone grazie?!… Vecchia strega!—Ma sentiva che non poteva odiare soltanto la Giustiniani; odiava anche il Damonte, e quell'odio, quella collera sua, in quel primo impeto di sdegno pareva arrivasse fino alla Baby.

—In fine poi, che cosa me ne deve importare?… Nulla. Non vado più in casa Castelguelfo per non arrischiare di essere incomodo, e tutto è finito… A me proprio non preme punto; e che quel cretino sia innanzi nelle sue buone grazie quanto vuole!…

Ma Andrea era troppo onesto e schietto e non poteva mentire nemmeno con sè stesso. Interrogò il suo cuore, e il cuore gli rispose fra i rimorsi e la disperazione ch'egli era geloso e che ne soffriva come un dannato.