II.

Una domenica ai Santi Apostoli, mentre la messa era già cominciata, il Santasillia vide entrare nella chiesa, già tutta piena di gente, una giovinetta bionda, aggraziata assai, in una vesticciuola di percallina bianca, a fiori azzurri, e seguita da una donna di età, linda, composta, che pareva essere qualche cosa meno di una istitutrice, qualche cosa più di una cameriera.

La fanciulla s'era fatta in viso di fuoco, vedendo che i devoti, raccolti nel silenzio della preghiera, volgevano il capo verso di lei, disturbati dalla sua venuta in ritardo. Essa, in fretta, voleva trovare un posto ove mettersi, ma i banchi erano tutti occupati. Lo scaccino la vide, fe' cenno alla vecchia e portò due seggiole nel recinto, dinanzi all'altare della Madonna, dove anche Andrea stava ritto, ascoltando la messa. Egli dovette tirarsi un po' indietro per lasciar passare la giovinetta, e nel far ciò, quasi commosso da quell'apparizione, fece un inchino. Essa non rispose al saluto, arrossì di nuovo, si inginocchiò confusa, aprì subito il libricciuolo e vi nascose sopra il viso, come se volesse pregare più raccolta. La vecchia seria seria, e con un'espressione sincera di devozione che le spirava dalla faccia buona, s'inginocchiò pure, accanto alla signorina.

Allora il Santasillia potè osservare la fanciulla a suo bell'agio, e subito ne ammirò la figuretta gentile, flessuosa, e l'elegante semplicità con cui era abbigliata. Egli sentiva diffondersi all'intorno da quella vaga personcina alcunchè di fresco, di primaverile, come una fragranza di giovinezza e di grazia.

E intanto ella continuava a pregare tenendo sempre il capo chino e gli occhi fissi sul libro. Ma, ad un tratto, uno scoppio, uno schianto di tosse diè un urto violento a quel corpicciuolo delicato. Molte persone si voltarono allora verso di lei, che si premeva il fazzoletto sulla bocca per trattenersi di tossire, e il Santasillia notò anche lo sguardo attento e pieno di tenera sollecitudine che la vecchia rivolse in quel punto alla padroncina.

Quando finì la messa, tutti uscirono di chiesa, e Andrea adagio adagio e senza quasi pensarci, seguì da lontano l'abitino bianco dai fiorellini azzurri; ma non ebbe molto cammino da fare, e ciò gli rincrebbe. La fanciulla si fermò dinanzi a una piccola porta, dipinta di verde scuro, d'una casetta tutta nuova, di via Sant'Eufemia; la vecchia tirò la maniglia d'ottone lustro del campanello, la porta si aprì, e la testina bionda e l'abitino bianco dai fiorellini azzurri sparirono a un tratto. Il Santasillia, lì per lì, sentì che gli veniva a mancare qualche cosa, la contrada gli sembrò vuota, ma già per lui non era più una contrada indifferente, come tutte le altre.

D'allora in poi i due giovani s'incontrarono e si videro «tutte le feste al tempio». E si videro appunto perchè, la domenica dopo, anche la fanciulla, che indossava un abitino di percallina bianca a fiori rosa, lo scorse subito, ritto in piedi vicino all'altare della Madonna, e lo guardò. Lo guardò nel sedersi dopo l'Elevazione, e lo guardò un'altra volta prima di sparire dietro la piccola porta.

E il ricambio di quegli sguardi si faceva più frequente ogni domenica. La fanciulla cercava il giovane cogli occhi appena entrava in chiesa, ed era sicura di vederlo sempre là, al solito posto. Lo guardava una volta prima di mettersi a sedere; lo guardava dopo, nell'inginocchiarsi, lo guardava nel volgere le pagine del libriccino; e a mano a mano tutte quelle occhiate si facevano più lunghe e appassionate. Sapeva ella chi fosse il bel giovanotto dei Santi Apostoli? Forse no. Certo, Andrea ignorava il nome della fanciulla, nè si era curato di domandarlo. Il nome l'avrebbe forse mutata? No; dunque non gli premeva di conoscerlo. Egli godeva l'incanto di quella figuretta gentile, di quel volto soave, di quegli occhioni azzurri e profondi, che guardandoli, gli accarezzavano l'anima; e però aveva finito, durante quelle messe troppo brevi, a pregare Iddio colla mente, e ad adorare col cuore la bella fanciulla. Ormai, fra loro due, s'intendevano, e le formalità mondane, che ancora, in apparenza, li tenevano divisi, erano state superate dal loro spirito. Si guardavano, ed era assai più che non si parlassero; si guardavano ed erano felici, perchè dicevano l'uno all'altro che si volevano bene. E insieme amavano tutti e due anche quella chiesa dove si erano incontrati, quella pace solenne, quel tepore molle e insinuante, quella luce tranquilla, quel pio raccoglimento e infine quella bella Madonna dell'altare, ch'era la loro Madonna.

Il giovane innamorato subiva seduzioni dolcissime, tanto più forti quanto più erano intime. La sua poesia un po' romantica, un po' mistica, trovava la sua incarnazione in quel bel viso pallido di fanciulla bionda e delicata, ed egli già si sentiva sicuro ed aveva in lei tutta la fede, come se le avesse parlato, come se ne avesse ricevuto le più solenni promesse.

Fu per caso ch'egli venne a conoscere il nome e la famiglia della giovinetta, e in quell'occasione comprese pure ch'era necessario di risolversi presto, e di palesarle apertamente le proprie aspirazioni.