Rosana, tira diritto per un pezzo, ma finisce a stancarsi, nè trova più nuovi argomenti. Allora, per evitare un silenzio pericoloso, vuol far parlare quell'altro:
— Come mai non siete andato anche voi al Falcone, al famoso pranzo della barcaccia?
Lelio strizza gli occhi e le labbra con un'indicibile espressione di noia e di disgusto. Dopo un momento, quasi faticando a parlare, bisbiglia a fior di labbra:
— Les escargots à la Perigord?... L'ultimo grande successo della gastronomia che Ottavio ha portato trionfalmente da Parigi a Milano? Non avendo nè il coraggio, nè lo stomaco di vostro marito, voglio morire per una causa migliore.... che non sia un'indigestione!
— Prego! Prego! Non fate il sentimentale, l'uomo che vive soltanto di poesia... dopo il caffè! Al club siete citato anche voi come esempio di buon appetito e maestro nell'arte squisita di comporre il menu! Ditemi, piuttosto, dove avete pranzato oggi e che cosa avete mangiato di buono?
Rosana, tuffandosi in tanta prosa, spera di allontanare e, forse, di scansare il pericolo.
— Da mia sorella, — risponde il contino Lelio, ma subito arrossisce visibilmente.
In fatti egli è stato invitato a pranzo da sua sorella, la marchesa Tarvis, ma non c'è andato. Temeva di far troppo tardi per la sua visita a donna Rosana della quale, da un paio di giorni, è innamoratissimo. Tre o quattro duchi e principi romani e napoletani, venuti a Milano per le corse, hanno ammirata donna Rosana dicendola bellissima, elegantissima, tout ce qu'il y a de plus parisien, e il grande entusiasmo degli amici gli ha montata la testa, e ha spinto al massimo bollore quel suo tepido affetto sino allora scaldato a bagnomaria.
Lelio ha pranzato, solo solo, all'hôtel de la Ville facendosi servire un pranzettino sostanzioso, ma leggero. La serata poteva riuscire molto drammatica: sarebbe stata certo agitatissima. Ad ogni modo, con le donne, non si sa mai: è sempre prudenza prevedere... anche l'imprevedibile! Di una cosa però si trova pentito, nell'attraversare le sale troppo riscaldate del palazzo di San Severo: di aver pasteggiato con lo Champagne Schröderer, secco. Lo Champagne gli produce un effetto strano: lo rende sensibilissimo. Quanto più secco è stato lo Champagne, tanto più gli occhi gli s'inumidiscono facilmente.
— Rosana!... Rosana!... — Oh, in quel momento come l'avrebbe teneramente abbracciata! E quando Rosana gli domanda, certo per burlarsi de' suoi sguardi appassionati: — A pranzo, che cosa avete mangiato di buono? — Lelio non si sente offeso, niente affatto!