— Giacomo è uscito con la carrozza. È andato a prendere il signor padrone.
— Va bene. Appena ritorna gli direte di non staccare e verrete ad avvertirmi.
Fabrizio s'inchina, fa per andarsene, ma è ancora trattenuto.
— Portate qui la scatoletta delle sigarette. — Guardate il fuoco; mettete legna nel caminetto..
Lelio indovina che donna Rosana non vuol restar sola con lui; la vede inquieta, nervosa... È contentissimo!
Ha fatto bene a spiegarsi! Perchè non ha parlato anche prima? Di che mai aveva paura? Oh, come egli sente di amarla quella donna!... Stringerla fra le braccia! Coprir di baci gli occhioni ardenti di fuoco lavorato, la bella faccia così pallida!
Rosana, sempre in piedi, irrequieta, dinanzi al caminetto, si china, si rizza, si volta di qua, di là, stende ora le mani, ora un piedino verso la fiamma... e Lelio si sente sempre più commosso anche dalle grazie leggiadre della bella persona.
— Sembra quasi magra, tanto è perfetta la sua alta e svelta eleganza! E invece... Che splendore di... movimenti! Anima mia! Tesoro! Che tesori!
Lelio, oramai, è più che sicurissimo di... non andare in Cina!
Come gli era saltato in testa quell'ottima trovata della Cina?... Mah! Un lampo di genio! In Cina, no; pure, come si sentirebbe disposto dalla dolcezza profonda della sua stessa commozione a compiere ogni doloroso sacrifizio per quel tesoro di creatura! — E magari anche... sì, perchè no? Anche in Cina, se lo avesse imposto lei stessa, come una condizione, con la sua voce armoniosa, così calda e penetrante... Il suo cuore, la sua vita, la sua felicità, sono ormai nelle mani di donna Rosana! Che manine!... E che piedini! E che... Tutto in lei è meraviglioso!... Altro che la Cina! Si sente pronto a giuocare la vita per una donna simile! Anche morire!