Andrea. Male.
Fulvia. E finalmente, in una cassettina chiusa a chiave, trovo il pacchetto delle lettere!
Andrea. Male! Ha fatto male!
Fulvia. Auff! Non prenda quel... sussiego di predicatore! — Male! Male! — E a venir qui, allora?... Faccio bene?
Andrea. Non spostiamo la questione. Si tratta del segreto delle lettere, che deve essere inviolabile!
Fulvia. Ma che segreto! Ma che inviolabile! Si tratta di mio marito, che da me, sua moglie, è violabilissimo! — Quattro mesi! È una relazione che dura da quattro mesi! — Mio marito!... Il papà di Ettorino! (Con le lacrime alla gola). Che coraggio!... Ingannarmi in tal modo! (Cambiando tono) E sa?... Tutte le cautele e tutti i comodi! Hanno il loro nido sicuro le due colombe! (Andrea, istintivamente, dà un'occhiata in giro). Già: il loro appartamentino par-ti-co-la-re, dove si trovano insieme, loro due soli...
Andrea (Teneramente, abbracciandola). Soli... come noi... qui...
Fulvia (Senza badare all'interruzione di Andrea). Non crederà che io sia gelosa? Gelosa? Io? — È... è la finzione, la grande finzione di quell'uomo che mi fa orrore, che mi fa... male! Ma pensi, dopo i ritrovi teneri, nell'appartamentino ammobigliato, aveva il coraggio, il toupè di tornarsene a casa mia, a casa nostra, tranquillamente... di abbracciarmi — come se niente fosse! — di venire a pranzo con me, di sedersi lì, a tavola, con me, in faccia mia, in faccia di Ettorino! — Noi tre! — E parlava, rideva, scherzava, allegro, disinvolto, fresco come una rosa! — E mi faceva anche... dei complimenti! — Sicuro, se lo vuol proprio sapere, in questi ultimi tempi era di un'affettuosità, di un'espansione... straordinaria! — La mia muci, la mia bella mucina! — Mostro! — E ha perduto anche l'avarizia! In quindici giorni mi ha regalato tre cappellini — tre! — E, forse, anche questo.... (Alzando gli occhi). Sicuro! (Se lo strappa dal capo: lo guarda). Questo no, per fortuna! (Lo butta sul canapè).
Andrea (Con ironia). Cara donna Fulvia....
Fulvia. Che c'è?