Andrea. Adesso no!
Fulvia. Mi lasci andare. Guardi se non c'è nessuno sulle scale.
Andrea. Lei ha fatto il suo nuovo piano, ha preparata la sua nuova vita, calma, serena, dopo il grande temporale di questa mattina, e sta bene. Io, generoso e buono, farò tutto quello che lei vuole, come lei vuole; ma... cominciando da domani.
Fulvia. Sarebbe a dire?
Andrea (Mentre dura il dialogo, Andrea l'insegue, senza parere, e Fulvia, senza parere, continua a ritirarsi). Sì cara: sabato verrò al pranzo di famiglia, perchè la mia presenza ti occorre, perchè la mia assenza susciterebbe commenti. Sì, io mi sacrificherò alla tua riputazione, alla tua tranquillità, alla tua casa, a tuo marito ma... cominciando da domani! Oggi sei qui! Qui, dove ci siamo amati, dove sei stata mia, dove sei mia, dove l'aria è ancora piena del nostro amore, della nostra gioia, dei nostri baci...
Fulvia. Sst! Badi! Ha detto lei, che possono sentire!
Andrea. No, cara! No! Non devo essere punito io, se Alberto è colpevole! Soprattutto se il grand'uomo, se il futuro ministro, è stato così ingenuo da lasciarsi cogliere! (Le corre dietro: Fulvia fugge). Fulvia! Fulvia! La vendetta! La gioia della vendetta! (Sta per afferrarla, Fulvia rovescia una seggiolina nella quale Andrea inciampa e cade).
Fulvia (Corre sulla comune: gira la chiave e si ferma sulla soglia tenendo l'uscio socchiuso). Sst! C'è gente di sopra!
Andrea (Si è alzato di colpo per inseguirla: si ferma interdetto).
Fulvia (Dopo un momento, sorridendo). È stato cattivo, sa?... Molto cattivo!