— Ah! Ah! Il dottor Giusto Allori!
Con un colpo di frusta avrebbe voluto stracciare anche i manifesti!
— Pagliaccio! Buffone! Anche oratore nei comizi! Buffone... Pagliaccio! E ingrato! Non bastavano i giornali, gli opuscoli, tutto quel suo lavoro, quei due o tre anni di... sobillazione! Adesso anche in teatro, anche in piazza!
E Pier Luigi tornava a guardare di traverso i manifesti.
— «Il momento politico!» Sì! Lo avrebbero studiato e capito e rappresentato loro il «momento politico» quei disgraziati capaci appena di compitare la Lotta di classe!
Il marchese Pier Luigi lo aveva vissuto a Roma, lo viveva ora a Milano il «momento politico!» Ma, pur troppo, quella plebaglia che sarebbe accorsa in una baracca di legno a cianciare, a sbraitare, a batter le mani a quell'ambizioso esaltato dell'Allori, era la stessa che del momento, appunto, era l'arbitra... in caso di elezioni.
Il marchese Pier Luigi aveva affrettata la corsa verso il palazzo, ormai risoluto a non mettere piedi fuor di casa in tutto il giorno. Era rientrato prima delle undici, si era impazientito perchè donna Maria tardava a farsi vedere, arrischiando quindi di perdere la messa e la predica del mezzodì a S. Fedele, poi aveva osato — ardimento ben raro — di mandar la cameriera a farle premura, e finalmente si era seduto solo a colazione.
Donna Maria entrò quasi subito: anch'ella appariva dello stesso umore del marito. Un umore che si intonava con maravigliosa armonia al colore del luogo, alla penombra triste, ai mobili austeri, alle tappezzerie oscure, al vasellame pesante, ai grandi quadri di «natura morta» della sala da pranzo, così sfarzosa e così opprimente.
Subito dopo colazione, il marchese Pier Luigi era uscito a fumare sul terrazzino. Temeva uno sfogo della moglie per il contegno troppo debole del gruppo lombardo alla Camera. Donna Maria, ritta sul busto e armata dell'occhialetto di tartaruga che dava un'espressione ancor più severa e quasi arcigna al suo bel volto di medaglia d'avorio antico, leggeva attentamente il Neo-Guelfo di quella mattina: non era opportuno distrarla nè disturbarla.
Giù nel giardino, sembrava che la pace e il silenzio aumentassero con l'avanzare dell'ora meridiana. Appena il tic metallico delle foglie di magnolia che cadevano a terra, appena qualche eco flebile dei rumori della strada. Chi avrebbe detto che oltre quella muraglia coperta di muschio e di edera si agitasse tanta vita sonora di voci e di anime?