Ma quando Giustino gli fu presso, inginocchiato a lato del seggiolone, le dita scarne e tremanti del vecchio si cacciarono nei capelli del figliuolo, con un atto convulso, quasi d'impazienza e di sdegno, e sul volto smorto e chiazzato di macchie violacee non passò alcun raggio di conforto e di gioia.

— Come hanno fatto ad avvisarti... che... me ne vado? Là dentro... in quella bolgia d'inferno? Che cosa dicevi a quella gente, mentre io ero qui ad aspettarti... per morire? Oh! so, so... quello che vuoi rispondermi!... Me lo hai detto un milione di volte, sempre!... Io queste cose non le posso capire!... E così, me ne vado, là dove c'è la tua povera mamma che mi aspetta, senza aver capito mai niente di te! Cioè... sì: dopo aver capito che non ci vedremo più... nemmeno di là... perchè tu non hai voluto... tu non vuoi... Questo... ho capito... ho capito... E tu invece eri il mio Giustino buono, affettuoso, studioso. Che cosa hai detto oggi, anche oggi, a tutta quella gente?

Giusto comprese.

In quell'animo affranto, dilagava un immensa disperazione, ed egli ne era la causa.

La sua parola soltanto poteva dar pace allo spirito tormentato del padre, in un'ora così terribile. E il giovane, si accosciò a' piedi del seggiolone e cominciò ad accarezzare le mani tremule e le ginocchia del vecchio.

Lorenzo viveva in quell'ora di una vita dello spirito, affatto diversa dalla intera sua vita, più intensa, più eletta, di quanto la sua indole timida e mite, la sua modestissima coltura, prima d'allora, gli avessero mai consentito.

Giusto lo sentì, con l'intuito sapiente che dànno i grandi dolori, con l'affetto tenero e profondo che aveva allacciato la sua giovine vita fremente a quella vita ingenua, che andava estinguendosi.

E allora cominciò a parlare...

Poco prima egli era il ministro di una religione nuova che aveva accesa la passione d'una moltitudine: adesso era ancora il ministro della stessa religione che confortava con l'amore una coscienza.

— Sai che cosa ho detto poco fa, a tutta quella gente? Ascoltami bene, babbo, ascoltami bene, babbo mio! Ho detto loro che gli uomini devono vivere come fratelli e che ognuno deve fare per gli altri quello che vorrebbe fosse fatto a sè stesso.