— Ma... questo è il Vangelo che lo dice!
— Ed ognuno deve lavorare secondo le proprie forze, perchè nessuno deve vivere in ozio... Non è vero? È il tuo figliuolo che ti parla, e tu sai che non ha mai mentito. Non diceva Gesù Cristo essere più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che non un ricco per la porta del paradiso?
— Sì, ma il Vangelo comanda ai poveri la rassegnazione...
— Appunto, perchè il Vangelo non è fatto soltanto pei ricchi o pei poveri, ma per tutti gli uomini che sono uguali fra di loro. E ti pare giusto che vicino a tanti che sperperano pazzamente le loro ricchezze, vi sieno dei miseri cui manca il pane? E ti par giusto che chi ha vissuto sempre sempre, dall'infanzia alla vecchiezza, soffrendo e spasimando, debba morire in un canto di via esausto, derelitto, solo, come se non fosse anch'egli un figliuolo di Dio?
— Ma c'è la carità, c'è la beneficenza...
— Sì; ma quanto sarebbe più bello il mondo se di questa carità non vi fosse bisogno.
— È vero... è vero...
— Noi non predichiamo l'odio a nessuno: noi vogliamo che i buoni, quelli che soffrono, si uniscano, si aiutino per sollevarsi a vicenda e diventare migliori.
Lorenzo guardava il figliuolo con gli occhi sorpresi e incantati e sulla torbida angoscia di prima scendeva una blanda luce di conforto e di gioia:
— Anche Gesù l'ha detto — mormorava...