... Com'è stufo il povero Teo di passeggiare su e giù dinanzi alla locanda, legato e tenuto al guinzaglio dal vecchio Prospero! Ogni tanto dà una grande strappata e tenta di mordere il laccio. Peggio ancora quando passa vicino al portone dell'albergo: si ferma, puntando le quattro zampe, s'allunga prodigiosamente. Ma non c'è verso! — Prospero continua passo passo, trascinandoselo dietro inesorabile e muto come il destino.
Teo si arrabbia, brontola riottoso, ma intanto medita il colpo, e sta attento.
Un po' innanzi, passato l'albergo, la valle si apre spaziosa e libera, tutta verde di abeti; e in fondo alta, nuda, rocciosa la vetta del monte Cimone prende, in quell'ora del crepuscolo estivo e dopo l'ultima doratura infocata del sole, una tinta arancia, poi violacea, poi quasi rosea, in sullo sfondo, limpido e terso, del cielo azzurrino.
La giornata non era stata mai tanto bella, nè il tramonto tanto maraviglioso. Prospero contempla a bocca aperta, e Teo, che lo vede in estasi, non perde l'occasione: una terribile strappata e via come una saetta! Infila la porta dell'albergo, infila l'uscio della sala da pranzo e sempre a tutta carriera e sempre tirandosi dietro il guinzaglio passa sotto le tavole, fra le gambe della gente, fra le sottane delle signore, fiutando, annusando, frugando di qua e di là, in cerca del padrone di cui sente l'odore, ma non trova ancora la traccia.
Il monotono sussiego della table d'hôte è rotto come per incanto: due vecchie inglesi — detestate alla lor volta dai villeggianti, per l'odio che portano alla sigaretta — si alzano spaventate e inorridite, sbattendo i tovaglioli per difendersi. Teo, credendo l'atto uno scherzo e un incitamento, corre loro addosso saltando e abbaiando. Tutti ridono e molti gridano per far del chiasso.
— Teo! Qui! Teo!...
— Piccolo caaro! — esclama l'amica, colla sua voce più languida e più tenera e con un accento di ammirazione e di protezione.
— Caaro! Caaro! Piccolo caaro!
— Teo! Teo! — L'onorevole è furioso. Quel piccolo caaro gli rimescola il sangue più dell'ira ridicola delle due vecchie inglesi.
— Teo! Qui! Subito!