— È carino, carino, carino! È un tesooro, lui; è un amoore! Soltanto l'intelligenza che ha dimostrato ieri sera!
— Già, interloquisce uno dei due pallidi cavalieri. Quando voleva mangiare il naso a miss Kean e a mrs Brand!
La marchesina ride, con tutti i suoi bei denti luccicanti e chinandosi e tenendo Teo per le zampe gli scocca due bacioni sulla grossa testa di raso.
— Caaro! Caaro! Tesooro!
Gerardo ha un barbaglio agli occhi e sente una scossa in tutto il corpo: il barbaglio di quella bocca, di quei capelli.... Ha la scossa dei due baci sonanti.
Si parla del tempo, del fresco, del buon odore di resina.
— Ritorna all'albergo, marchesina?
— Vicino all'albergo, al tennis. Facciamo due ore di tennis tutti i giorni, prima di colazione. Lei giuoca al tennis?
— Giuocavo!...
L'onorevole Parvis, guardando la marchesina, mette involontariamente un sospiro, un rimpianto in quel verbo giuocare al tempo passato.