Teo diventava troppo insopportabile!... Aveva visto da lontano le due vecchie quacquere, e s'era messo a correre per saltar loro addosso!
— Teo, qui!
Teo si ferma sulle tre gambe: dall'aria birichina, lo si vede, non c'è da fidarsi! La bella fanciulla, ridendo, lo piglia in braccio, accarezzandolo e baciandolo di nuovo, finchè le due vecchie non sono sparite.
— Caro, caro, caaro!
Gerardo ne è ormai più che persuaso: bisogna rinunziare, da quel momento, ad ogni speranza di solitudine, ad ogni proposito di non voler fare conoscenze. La signorina D'Albaro, prima ancora di arrivare al tennis, è circondata da una frotta di villeggianti, che approfittano dell'occasione per essere presentati all'onorevole. Molti, anzi, dichiarano di averlo già visto, già conosciuto altre volte e citano luoghi, date, particolari.
Di qualcuno, il Parvis si ricorda davvero: di un vecchio generale, fra gli altri: il generale Bonferreri, messo da parecchi anni in posizione ausiliaria dalla gotta e dai reumatismi.
Addio solitudine! Addio quiete! Addio pace!
Giunti vicino al tennis, la marchesina ripete l'invito: il Parvis crolla il capo, ringraziandola con un inchino.
— Oggi no? Proprio no?... Ma domani?... Domani sì?... Promette?
— Giuocare al tennis? Io?... Ma io non sono più un giovanotto! Sono vecchio, marchesina!