Ingenuità o civetteria? Che cos'è? Cos'è? Ma che cos'è?... Fosse vero?... Davvero una grande simpatia... per lui?
Quella stretta di mano in risposta alla sua?... Che cosa ha voluto esprimere quella stretta di mano?
L'ex ministro, mentre è beato, lì, vicino a Sofia, mentre non darebbe quel posto per nessun altro, neppure a capo del Ministero, si sfoga fra sè in buoni proponimenti.
— Bisogna usare prudenza; bisogna lavorare, rimanere in camera tutto il mattino, tutto il giorno, per non compromettersi, per non compromettere la marchesina, per evitare le chiacchiere, i pettegolezzi, i commenti! — Pensa persino di partire!
— Sì, se il generale torna da capo con quel discorso stupido, si fanno i bauli e si parte! — Ma intanto che matura in mente così fieri propositi non si accorge di dare importanza al più piccolo atto di Sofia, ad ogni sua parola, ad ogni suo sguardo, a tutto di lei. Non vede che lei, non sente che lei!
E quella stretta di mano?... Come, a poco a poco, diventa importante e grave il piccolo episodietto!
La stretta di mano della sincera, della allegra fanciulla, diventa quasi una promessa. — Oppure è una civetteria... Una grande civetteria!
Altro che riposare! altro che dormire! Egli era molto più tranquillo e dormiva meglio a Roma, dopo le sedute più tempestose in Parlamento!
Anche quella notte rimase un pezzo alla finestra: l'afa era insopportabile... e dalla sua finestra vedeva quella di Sofia.
La stanzetta era illuminata. A un tratto, pure Sofia venne alla finestra.