— Venga con noi! Venga a giuocare! Miss Kean e Mrs Brand sono partite! La sigaretta è permessa e, se vuole... anche il sigaro! Faremo un'eccezione per lei! Ma venga a giuocare! Giuoco anch'io stasera, perchè la chouette è a scopo di beneficenza!

— Cioè?

— Si fa così: chi perde perde e la vincita è destinata al povero burattinaio di Boscolungo. È il solito che viene quassù tutti gli anni. Pensi, gli è appena morta la moglie. È rimasto solo con tre figliuoli. Una ragazzina di dodici anni, con un visino pallido pallido, tanto intelligente, e due bimbi piccini piccini, biondi bioondi, due amoori di piiccoli, due tenerezze caare...

L'onorevole attratto da tante vocali d'oro segue la marchesina nella sala dove si giuoca, disposto a perdere tutto il suo patrimonio, se occorre... e anche la testa per sopramercato. La marchesina è allegra e felice: per amore del burattinaio, suo protetto, si fa un giuoco d'inferno e Sua Eccellenza perde più di tutti e con grande piacere. Sofia lo ha voluto accanto, al tavolino di giuoco, e gli ride proprio sotto il naso, con quei denti bianchi, e con quella bocca da baci. Lo guarda, lo fissa, e gli dice tante cose, col solo guardarlo: sono risposte, osservazioni, arguzie, che si riferiscono a questo, o a quello, alla parsimonia del generale, alla goffa prodigalità di Cesare e di Annibale, gelosi l'uno dell'altro, e che, pare, cominciano ad esserlo un po' tutti e due, di Sua Eccellenza.

Il Parvis è beato; si diverte a stuzzicare la marchesina, ma il frizzo non punge e gli occhi rimangono incatenati.

Una volta, nel passarle il mazzo delle carte, irresistibilmente le stringe la mano, ed ella risponde alla sua stretta guardandolo calma, tranquilla.

Intanto, c'è chi fa la proposta di una rappresentazione del burattinaio dinanzi all'albergo. La proposta è accolta con entusiasmo e subito Sofia invita l'onorevole ad essere il suo compagno di questua.

Gerardo starebbe ancora più volontieri lì, accanto alla marchesina e sarebbe completamente felice se lì, non ci fosse anche il generale. Ma il buon vecchio è distratto, indifferente. Lanciata la bomba, «Gambe de pano» spiega una straordinaria diplomazia.

E la marchesina?

Gerardo non capisce più niente: tanta amabilità, tanta confidenza, tanta simpatia? E insieme tanta sicurezza?