Le «signorine belle» sentendosi incoraggiate, si slanciano, l'una, il bolèro, addosso all'ambasciatore, l'altra, la tirolese, sulle ginocchia del bel contino.
— Aristocratico simpaticone!
— Ciao, bel biondo!
E scoccano i baci.
L'Ambasciatore (cercando di allontanare le mani dal bolèro per difendere la simmetria dei radi ricciolini messi in fila attorno alla fronte). Adagio! Adagio! Troppa espansione!
Il bel contino (difendendosi a sua volta dall'assalto del Tirolo).
— .... Da brave! Rispettate il nostro candore!
A un tratto, una vocina fioca, sottile, che sembra uscire tra il falpalà e gli svolazzi molticolori del gran bolèro:
— Complimenti!... Complimenti!
Dietro alla vocina, in fondo ad un cappellone di paglia dalle rose stinte e gualcite, appare un povero visino di malatina, smunto, affilato, con grandi occhi cerulei che fissano «i signori» con un tremolio incerto fra il sorriso e le lacrime.