—Brava, brava! molto brava!—esclamò lo Spinelli, tossendo e raschiandosi la gola asciutta pel gran discorrere che avea fatto. La nostra cara Dogaressa ha sempre mostrato di aver cuore, e lo prova esuberantemente anche in questa circostanza.
Donna Lucrezia credette proprio che il Consigliere fosse in buona fede; e rimase tanto convinta di ciò che egli le aveva detto, da sentirsi commossa per la propria bontà e per il proprio buon cuore.
—Basta!—mormorò con un sospiro, ammirando l'effetto della sua mesta rassegnazione nello specchio del caminetto.—Sia fatta la volontà del Cielo... per altro è un gran passo doloroso questo che lei mi obbliga a fare!... ascendo, si può dire, sul mio Calvario!
—Senta un po', Donna Lucrezia—soggiunse allora il Consigliere, dopo di aver sospirato anche lui levando gli occhi al soffitto.—Senta un po': s'ella credesse mai che la mia compagnia le fosse per riuscire di qualche sollievo, si potrebbe combinare di andarci insieme da questo signor Barbetta. Oggi no, perchè ho da fare tutto il giorno in tribunale, ma domani sono a sua disposizione.
—Domani?!... no, no!... Ci vado io sola; ci corro subito, all'istante! Ma le pare, Consigliere benedetto? Dal momento che devo bere l'amaro calice, non voglio lasciare un minuto di più in quelle manacce... sporche, il ritratto, la reliquia, della mia povera Lucia!
Ciò detto aggiustò il fiocco del cappello, e un'ultima volta (durante l'intenerimento dell'addio) si fregò il naso sul manicotto. Poi abbandonò la mano del Consigliere, abbassò la veletta, sussurrò con un gemito represso:—Mio Dio, mio Dio che spasimi!—e si precipitò di corsa, e sempre scodinzolando, sulla via del suo Calvario.
Ma quando ne discese aveva le gote rosse, gli occhi sfavillanti; e ci fu un momento, appena uscita dallo studio del Barbarò, in cui non capiva più nella pelle, e allora strinse il manicotto contro il petto, mormorando con un grido represso di gioia:—corocochè!
Quando invece, un po' più tardi, infilò la porta di casa, riprese, e più che mai, la sua aria di sussiego. Era tutta piena di scatole e di involti, e aveva dietro un fattorino anch'esso carico di roba.
L'occhiata che lanciò nello stanzino della portinaia, fu quel giorno sprezzante in sommo grado, e sebbene ci fosse la mamma al finestrino, pure volle dare i suoi ordini proprio alla Rosetta, per umiliarla e per farle dispetto:
—Oggi ricevo: suonerete il campanello ad ogni visita.