Punto primo, una volta diventata la confidente della marchesa era sicura che a Villagardiana ci sarebbe rimasta per un gran pezzo, e poi la sua anima sensibile trovava nei pasticcetti amorosi l'alimento prelibato.

Angelica timida, riluttante si lasciava strappare di bocca a poco a poco il geloso segreto, come se ogni parola fosse un brano del suo cuore sanguinante; l'altra sapeva fare, e l'opprimeva e la stringeva sempre con maggior calore, in modo da non concederle via di scampo; e finì coll'esser messa a parte anche della lettera ricevuta in quei giorni.

—Zizzole, che spasimi!... Bisogna calmarlo, creatura mia, bisogna calmarlo subito, con quattro parolette. Bisogna impedire una tragedia!

—Come?... Tu mi consiglieresti di rivederlo?—esclamò Angelica con un sussulto. Ma negli occhi suoi, mentre fissavano attoniti Donna Lucrezia, fra la meraviglia e il timore, c'era stato un lampo di contentezza.

—È un obbligo di coscienza, figlia mia!... Si tratta di salvar la vita di un uomo!

—Ma il mio dovere?... Il mio onore?

—Il tuo dovere è uno solo: impedire una disgrazia!—rispose Donna Lucrezia con molta prosopopea.—In quanto poi al tuo onore è sicuro come in una botte di ferro!... Che cosa ti domanda quell'anima benedetta, dopo sette anni di tortura morale? Rivederti e nient'altro.... Rivederti e poi morire, come Consalvo.... Ma tu, invece, tu, gioia mia, gli devi imporre di farsi coraggio, di vivere e di sperare.... Per diandediana, siete giovani tutt'e due e, parlo schietto, se il Padre Eterno una volta o l'altra volesse aprire il finestrino per guardare in giù, potreste ancora....

—No, no! Non dire così! Mi dai dolore,—interruppe Angelica commossa e atterrita.

—Allora acqua in bocca, e aspettiamo gli eventi! Ma intanto bisognerà pur rispondere a quel pôro toso, e senza perder tempo.

Angelica, quantunque in sulle prime si mostrasse molto titubante, dovette arrendersi dopo qualche giorno, ed accettare i consigli che le venivano dati dalla Balladoro in nome della prudenza; onde si persuase a rispondere una lettera, di due righe sole per altro, al Martinengo. Questi appena l'ebbe ricevuta scrisse di nuovo quattro pagine fitte. Allora le due righe di Angelica, sempre per quella tal prudenza, si raddoppiarono, e di rimando i foglietti di Andrea diventarono sei, otto, dieci, finchè le annunciò che era giunto al termine del suo permesso, e che colla guerra imminente non avrebbe più potuto ritornare a Brescia.