—Mio Dio, mio Dio!... Se ci vedesse qualcuno?!...
Andrea non rispose. Stando sempre in piedi, vicino a lei, al suo fianco, si era appoggiato col braccio al muricciuolo, e la guardava.
Angelica sentiva oramai che non poteva tardar più oltre a spiegarsi. Stava a capo basso, muta, impacciata, non osando alzar gli occhi mentre continuava colle dita nervose a fare scattare l'elastico dell'ombrellino chiuso.
—Intanto, marchesa, colle sue paure.... non mi ha stretta ancora la mano....
Angelica alzò gli occhi un momento, e lo guardò; poi, riabbassando il capo, cavò fuori dal guanto, che avea già sbottonato, la manina bianca e morbida e la stese ad Andrea che la strinse lungamente, appassionatamente.
In quel punto una cingallegra diè un trillo improvviso e volò dalla siepe sulle romilie dove rimase saltellando fra i rami e cinguettando.
Adesso Andrea Martinengo non tremava più, non cercava più le parole; ma invece parlava commosso, accalorato, animandosi in viso, mentre Angelica tremava e sospirava col petto che le balzava sempre più forte e arrossiva, poi impallidiva, poi arrossiva di nuovo, tutta presa da un languore dolcissimo che le toglieva la forza di muoversi e di rispondere.
Che cosa le diceva Andrea?... Tutto ciò che già le aveva scritto nelle sue lettere.... che era sempre stato infelice, che l'aveva sempre amata, che l'amava e che l'avrebbe amata sempre!... Ch'essa, per lui, era più dell'amore; era la fede nel buono, era la fede dell'anima e che, in fine, non riamato, ma respinto, la vita gli riusciva uggiosa, inutile, insopportabile e che voleva morire.
Angelica a poco a poco cessò dal tremare e dall'arrossire. Era ancora pallida e palpitante, ma risoluta, e tratto tratto alzava, per guardare in viso al giovane, gli occhi dolcissimi, esprimenti a volte un rimprovero, a volte una preghiera.
Andrea parlava sempre.... e quelle sue parole calde, appassionate suscitavano in lei pensieri e sentimenti e sensazioni nuove, mutando per essa tutto il mondo da come lo avea veduto fino allora; tutte le cose da come fino allora le aveva giudicate; tutto scolorendo, tutto confondendo innanzi a lei, che non sentiva più altro che l'incanto di quella voce morbida, insinuante, più altro che quel languore profondo dell'anima e dei sensi. Allora obliandosi, ed obliando ch'essa era venuta a quel ritrovo per combattere la passione di Andrea e porre un termine al suo amore, di tante cose che avea avuto in mente gli disse soltanto quello che aveva nel cuore: che non dovea morire; che non avea diritto di morire; che lei non voleva!