—Ma se ormai le sono indifferente, se non mi può più voler bene, mi lasci almeno finirla.... finirla una volta per sempre!
—No, no; mi deve risparmiare un così grande rimorso.
—Rimorso?... Sempre il rimorso; non altro che il rimorso!—E Andrea sentì un impeto d'ira, che non riuscì interamente a frenare.
—Sì, e.... e insieme col rimorso anche un gran dolore!
—Oh! Non mi parli de' suoi dolori, lei che ha la pace, lei che è felice!—proruppe ancora il Martinengo con un sorriso d'ironia amara.—Rimorso sì, lo capisco; ne deve.... ne dovrebbe sentire un poco; ma dolore?!... No, con me, non ne parli mai; non ne ha diritto!
—Sì, sì, sì!... Dolore.... molto dolore!—rispose Angelica crucciata, disegnando nervosamente lunghe strisce sulla terra umidiccia colla punta dell'ombrellino.
—Allora.... allora devo ringraziarla della sua compassione.... della compassione ch'ella sente per me!
All'ira era subentrata una grande tristezza, e la voce del giovanotto si era fatta tremante. Egli non guardò più la marchesa, poi, a un tratto, voltò la testa dall'altra parte. Angelica, allungando la mano, gli toccò un braccio e, premendolo con dolce violenza, lo costrinse a guardarla, sicchè vedesse che anche i suoi occhi erano pieni di lacrime.
—Morrei.... anch'io, sa?—e non disse più altro. Abbassò il capo di nuovo, e ricominciò a fare i suoi disegni coll'ombrellino, ma ora più lentamente.