—Mostro!

Pompeo stupì a tanta audacia, poi si avvicinò d'un passo alla moglie, levando la mano in atto di misurarle un ceffone:

—Ripeti un po', gobba, quello che hai detto?!

La Betta afferrò Giulio, che avea lì vicino, per un braccio; lo nascose in un attimo, dietro di sè, per ripararlo dall'ira del marito, e poi con tutto un sussulto dell'esile corpicciuolo e sfidandolo cogli occhi, solitamente così dolci, ma in quel punto pieni di sdegno, tornò a ripetere, mezzo soffocata da un urto di tosse:

—Mostro!... Mostro!

Pompeo le si avvicinò ancora un altro passo; sempre con la mano alzata: la guardò, fece una mossa di scherno colle labbra; ma, sorpreso e impacciato, non osò toccarla.

—Se la tua padrona ti voleva far del bene,—soggiunse infine, alzando le spalle,—poteva lasciarti molto più, senza scomodarsi. Già, i suoi quattrini non poteva portarseli dietro... in viaggio!

Ciò detto, Pompeo uscì nel cortile e terminò il discorso con una risataccia che la povera donna sentì ripercuotersi in viso, come se in quel punto la colpisse lo schiaffo che l'avea prima minacciata.