—Ma s'immagini, signor Pompeo! Di tutto cuore!...—risposero insieme le donne. E il bimbo fu levato dal lettino senza che nemmeno si destasse. Sospirò, con un piccolo gemito, quando fu preso in braccio; poi subito piegò la testolina appoggiandola contro la spalla della cameriera che lo portava, e continuò a dormire.
—Povera creaturina! Sembrava un angelo del Paradiso!
Gli occhi della Betta, ch'erano sempre rimasti fissi, immobili addosso a Pompeo, si volsero allora e seguirono la donna che usciva dalla camera in punta di piedi, tenendosi fra le braccia il figliuolino addormentato. In quel momento il respiro dell'inferma sembrò farsi più affannoso e le labbra si mossero lievemente come se mormorassero una preghiera.
—Apri la bocca!—esclamò Pompeo con rabbia, quando fu solo presso la moglie. In piedi, accanto al lotto, studiava di tener fermo il cucchiaio di ferro colla medicina.
—Apri la bocca!...—La moglie lo fissava, lo fissava sempre ed egli si sentiva inquieto e sgomento.
La Betta aprì la bocca; Pompeo piano piano, per non versare la medicina, le avvicinò il cucchiaio alle labbra, mentre i denti dell'ammalata battevano contro il ferro.
Frattanto la Betta seguitava a guardar fissa il marito, e quello sguardo spietato gli penetrava in fondo all'animo.
Pompeo rabbrividiva: la luce fumosa della candela gittava incerti riflessi sul viso dell'inferma; il lettone alto, grande si perdeva fra le ombre circostanti come un immenso cataletto. E all'infuori di quel viso contraffatto e di quegli occhi che non lo abbandonavano mai, nella camera era tutto buio, tutto silenzio. Volle provare a muoversi, per farsi coraggio: anche lo scricchiolare delle scarpe gli faceva paura. Ma, a un tratto, sentì un mormorìo dolore che si manifestava così semplicemente, colle lacrime, distrusse tutto il mistero fantastico che i rimorsi gli avevano suscitato nella coscienza.
—Ma non era altro che la Betta, sua moglie; la Betta che singhiozzava, quella che conosceva il segreto!... E dunque? Animo! Su! Perchè tanto sgomentarsi? Non avea forse in suo potere colei che avrebbe potuto disonorarlo e perderlo?... Perderlo?... Sì; ci voleva altro, colla polizia ch'era dalla sua!... Disonorarlo? Perchè?... A buon conto avea fatto il suo dovere!... Se i matti cospiravano per il gusto di farsi impiccare, o che non era padrone lui di essere un suddito devoto... per salvar la pelle?... E poi l'onore era roba di lusso, roba buona pei signori che non avevano bisogno di faticare a mantener la famiglia!... Spia?!... No... Lui non era una spia; lui non era andato di sua spontanea volontà la prima volta dal commissario!... Chè!... Lo avevano minacciato della forca—della forca—zizzole!... Non ora un eroe, lui, ecco; questo era prontissimo anche a confessarlo; ma la sua colpa stava tutta lì... Spia?... Le spie si pagavano, e Pompeo Barbetta—vero, com'era vero ch'era stato battezzato—non aveva, nè avrebbe mai preso un soldo dai Tedeschi!
Per altro quella zuccona testarda e ignorante della Betta non avrebbe voluto capirle tutte le buone ragioni; e con lei, sicuro, anche perchè non s'inquietasse di più, era meglio cercar di scusarsi e nascondere la verità, almeno per quanto fosse possibile.