Era l'Assunta, scesa poco prima per offrire i suoi servigi in caso di bisogno.

—La Betta sta male!... Sta male di molto! Ha avuto il delirio!... le convulsioni!... L'ho dovuta tenere con fatica... ma non ci potevo più reggere... e mi ero messo a chiamare... a chiamar aiuto.... Adesso per altro s'è calmata... s'è calmata un poco!

—Gesù Maria, non si muove più! È morta!—sclamò l'Assunta vedendo la portinaia livida, stecchita; ma subito le si accostò sollecita, e sentì che respirava ancora.

—Corra, corra in fretta a chiamare il dottore, signor Pompeo, e anche il curato!

Pompeo obbedì, e corse via a precipizio. In quel momento non era più padrone di sè. Andò difilato dal medico; non lo trovò in casa; allora andò dal curato, gli disse che la Betta stava male, e ritornò indietro con lui senza far parola durante tutta la strada.

Quando entrò, seguendo il prete, nella camera della moglie, vide tutte le donne di casa inginocchiate attorno al letto. Il curato muto, sollecito, si appressò alla Betta, si chinò per osservar meglio quel viso giallo, contraffatto, cogli occhi vitrei e la bocca spalancata; poi freddo, senza alcuna emozione, si rivolse con lo sguardo a Pompeo dicendo a mezza voce:

—Il Signore l'ha chiamata in Paradiso!—Ciò detto si scoprì e benedì la morta, indi congiunse le mani, socchiuse gli occhi e bisbigliò una prece, a cui le donne risposero in coro, sommessamente:—Amen, amen.

Pompeo, anch'egli inginocchiato, ma in disparte, si teneva il capo fra le mani.

A un tratto, in mezzo a quelle preci, a quel lugubre raccoglimento, si udì uno strillo acuto, poi una vocina infantile che chiamava: