—Ecco, dirò, quand'era in casa nostra, passava per un fior di galantuomo.... Un po' tirato ma onesto e fedele a tutta prova. La sua pôra moglie, alla quale, per dire la verità, aveva sempre fatto buonissima compagnia, quantunque... basta, c'era poco da stare allegri, morendo gli deve aver lasciato un qualche migliaio di svanziche. Poca roba,—soggiunse la Balladoro facendo boccuccia,—ma per quella gente lì, si sa, può essere una fortuna.
—Ma come aveva fatto sua moglie ad avere questo danaro?
—Oh Consigliere mio benedettissimo, come fanno tutti coloro che, pur di risparmiare, vivono come dice il nostro popolino: de pan e spuazza!... Era sempre stata una donnetta economa; figlia di gente buona che l'aveva allevata colle fregole di casa Alamanni... La povera Lucia, che le voleva bene, la ricordò anche nel suo testamento. E poi tutti noi insomma, le si regalava sempre qualche cosa. Anch'io, non fo per dire, ma ogni momento le donava e danari e vestiti e biancheria, perchè era proprio una buona creatura; seria, onesta, che badava a' fatti suoi, e non come quella smorfiosa, sfacciata, pezzente che...—ma a questo punto Donna Lucrezia si fermò, sebbene sulle gote giallognole fossero salite a un tratto le fiamme della stizza.
—Fin qui—osservò il Consigliere che faceva di tutto perchè la sua cliente non uscisse dal seminato—fin qui non vedo nulla che possa offendere l'onoratezza del Barbetta.
—E lo dico anch'io, ma ci sono altre voci....
—Ebbene?...
—C'è chi pretende che abbia fatta fortuna col... col... col negoziare in cravatte!
E Donna Lucrezia, allungando il suo collo di cicogna, fe' il gesto favorito di mastro impicca.
—E le prove?... Le prove ci vogliono, cara signora mia!—esclamò il Consigliere al quale non pareva vero di levarsi d'attorno quella mignatta della Balladoro, e però si sentiva molto disposto a difendere il Barbetta.—Intanto l'affare che adesso le propone—continuò—non è certo da usuraio!
—No, no, per dire la verità!...