—Ma la mia condizione... capirà... ho dei parenti a Venezia... a Milano. I Badoero... i Collalto... che la guardano per la sottile... in certi argomenti.
—I suoi parenti, punto primo, non dovrebbero saper nulla di questo affare.
—Sicuro: non ci pensavo. È un'osservazione giustissima.
—Eppoi nello stato in cui si trovano... in cui si trova la signorina Alamanni, non si deve sofisticare sulle origini di chi, in certo modo, viene a rappresentare la parte della Provvidenza.
—Così ho subito pensato anch'io, nel leggere quella lettera: non ho diritto di far perdere una fortuna alla mia pupilla, per le mie idee, per i miei sentimenti personali.
—Benissimo, dunque, su questo punto andiamo d'accordo.
—Perfettamente.
—E ora mi dica tutto quel che sa di questo Barbetta e se le pare uomo da potersene fidare.
—Qui sta il busillis!—e Donna Lucrezia che non voleva dir troppo, per non mettere in pericolo l'affare che le andava molto a genio, e che d'altra parte non poteva assumersi tutto il peso di una risoluzione così grave, tossì per prender tempo.—Dovevo andare più adagio—pensò—e riflettere per la strada al caso mio!
—E dunque? che cosa ne sappiamo!..—riprese il Consigliere allungandosi sulla seggiola e spingendo i tizzoni verso la fiamma colla punta delle scarpe.