—Ti raccomando, proprio alle dieci precise!... Alle dieci e mezzo ho un altro affare.

—Alle dieci in punto ci sarò, ci saranno, e tu fa conto di averli in portafoglio. Non mi conosci, diamine?... Sono un orologio!

—E ancora non ti sei messo al Monte di Pietà?—interruppe l'altro giovanotto ch'era con Clementino e che fin'allora aveva sempre taciuto.

Le signorine dettero in una risata, e Giulietto se ne andò ridendo anche lui allegramente, intanto che l'amico gli gridava dietro "futuro imperatore di tutte le Californie!"

Ritornò verso casa cantarellando. Credeva che l'altro ci fosse stato davvero dall'Hagy e non passò nemmeno di là per sincerarsene. Passò invece dalla Galleria Vittorio Emanuele e si fermò estatico dinanzi alla mostra del Confalonieri.

—Quanta bella roba!... Più che una vetrina sembra un cielo stellato! E dire che se mio padre fosse un altro, potrei coprire la Mary di brillanti!... "Se domani... basta, domani si vedrà." Egli guardava un braccialettino, un filo d'oro massiccio, con uno smeraldo e un brillante, e pensava. "Quel braccialettino lì, non dovrebbe costare più di otto o novecento lire...."

—Dunque?—domandò subito la Mary al marito, appena questi fa di ritorno...—dunque?...

—Ci sono.

—Ah, finalmente, respiro!...